Sogni e Smorfia. La donna barbuta

Annie Jones: la Storia della “Donna Barbuta” più Famosa dell'800 – Vanilla  Magazine

Sogni e Smorfia
La barba su metà del volto

In collaborazione con
Universo Sogni

Sogno della donna barbuta

(Anonimo) Nel sogno avevo molta peluria sul viso, non veri e propri baffi da uomo, ma neanche peluria femminile, soprattutto sul lato sinistro ed ero molto stupita, mi guardavo allo specchio… poi arrivava qualcuno, che non sono in grado di descrivere, che mi faceva la ceretta.

peli, 59. sinistra, 76 . specchio, 44. ceretta, 81 >>>

Il simbolo della donna barbuta

Il simbolo della donna barbuta in sogno è generalmente considerato di buon auspicio, sebbene la condizione della donna coperta di peli non sia piacevole per chi soffre di quella che è una vera e propria sindrome, anticamente considerata al pari di una deformità. Tra i santi della chiesa cattolica si annovera la germanica Vilgefortis, una donna con la barba, crocefissa: la leggenda narra di una giovane vergine che pur di rifiutare un matrimonio combinato dal padre, pregò il cielo di renderla indesiderabile. Si svegliò con il volto coperto di peli. Altre sante ne condividono l’iconografia: Liberata, Starosta, alcuni autori ritengono che le caratteristiche sia femminili sia maschili della Santa barbuta possano spiegarsi con una rielaborazione cristiana di antichi miti concernenti figure androgine ed ermafrodite, e qualcuno ha anche proposto di riconoscere in Vilgefortis un transessuale.

Da Annie Jones a Harnaam Kaur

Si racconta che al tempo delle prime invasioni longobarde, le donne combattessero al seguito dei soldati di Odino, legandosi i capelli sotto al mento per simulare la barba maschile, topos narrativo che deve aver lasciato un’impressione molto viva nei contemporanei. Ancora oggi vi sono donne che soffrono di questo disturbo, noto come ‘irsutismo’. Il caso forse più conosciuto è quello di Annie Jones, vissuta in Virginia alla fine dell’Ottocento e soprannominata dispregiativamente Esaù, come il nipote peloso di Abramo, fin dall’adolescenza esposta al pubblico ludibrio nel circo Barnum. Interessante la reazione alla stessa sindrome da parte di Harnaam Kaur, inglese originaria del Punjab, diventata per le sue vicissitudini un simbolo della lotta al ‘body shaming’ avendo scelto, dopo essere stata vittima di bullismo per molti anni a causa del proprio aspetto esteriore, di non sottoporsi ad alcun intervento riparatore, ma di restare così com’è.  “Il messaggio che voglio mandare è che bisogna amare se stessi e che non si deve cambiare per nessuno”.

Aspetti transizionali e istintività

Nel complesso il simbolo della barba sul volto di una donna sembra legato simbolicamente nei sogni a un aspetto ‘transizionale’ della sessualità, intesa questa in un senso molto ampio, non solo nel senso propriamente fisico, ma anche dal punto di vista intellettuale. Il fatto che questo avvenga solo nel lato sinistro del volto e non nel destro indica senz’altro un’ambiguo dualismo, non privo di conflittualità, rispetto a una delle due componenti che preme sull’altra. Il lato sinistro del corpo, posto sotto il controllo dell’emisfero destro del cervello, è tradizionalmente associato nell’onirocritica alla parte femminile, all’istinto, alla creatività, quasi a confermare l’idea di una parte del sé sofferente, di cui la sognatrice (in questo caso, una donna) non si sente soddisfatta. Il pelo nei sogni del resto, è anche associato alla forza, alla vitalità e all’istintualità, una componente di fisicità oggetto spesso di riprovazione sociale specialmente nelle donne, una spontaneità, un’irruenza che a volte rifiutiamo, di cui ci vergogniamo, o da cui le convenzioni sociali vorrebbero allontanarci

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