L’alloro e il pavone, il sogno della madre di Dante Alighieri in Boccaccio.

dante alighieri rockfeller park
Statua di Dante al Rockfeller Park, Cleveland.

Il sogno della madre
di Dante Alighieri

G. Boccaccio,
Trattatello in
laude di Dante, 2.3

Articolo tratto da:
F. Berti, Libro dei sogni

“Pareva alla gentil donna nel suo sonno essere sotto uno altissimo alloro, sopra uno verde prato, allato ad una chiarissima fonte, e quivi si sentia partorire uno figliuolo, il quale in brevissimo tempo, nutricandosi solo delle orbache, le quali dello alloro cadevano, e delle onde della chiara fonte, le parea che divenisse un pastore, e s’ingegnasse a suo potere d’avere delle fronde dell’albero, il cui frutto l’avea nudrito; e, a ciò sforzandosi, le parea vederlo cadere, e nel rilevarsi non uomo più, ma uno paone il vedea divenuto. Della qual cosa tanta ammirazione le giunse, che ruppe il sonno; né guari di tempo passò che il termine debito al suo parto venne, e partorì uno figliuolo, il quale di comune consentimento col padre di lui per nome chiamaron Dante: e meritamente, perciò che ottimamente, sì come si vedrà procedendo, seguì al nome l’effetto”.


La gloria è sempre un’arma a doppio taglio
può reclamar l’onore delle genti
o dell’esilio presentir l’abbaglio

7. Il pastore
9. L’alloro
29. La sorgente
61. Il pavone


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