Il sogno di San Galgano, il testo originale in Sigismondo Tizio, Historiae Senenses, sec. XV

Il sogno di San Galgano,
l’Arcangelo Michele e
i Dodici Apostoli

Da un racconto della madre Dionisia
riferito nel processo di canonizzazione

Cit. in. Sigismondo Tizio,
Historiae Senenses, sec. XV.
Edizione critica a cura di P. Pertici,
Istituto Storico Italiano,
Roma, 1998. Download Pdf

Nota editoriale. Il testo originale del XIII secolo in latino, dal processo di canonizzazione del santo avvenuto solo cinque anni dopo la sua morte, si basa sul racconto della madre di Galgano Guidotti, donna Dionisia. Ne riportiamo la versione tradotta in volgare da Sigismondo Tizio ecclesiastico toscano, un secolo e mezzo più tardi, nell’edizione critica a cura di Petra Pertici.

«San Michele arcangelo lo chiedeva a sua madre per farne un soldato; e mentre la madre lo consegnava all’angelo […] lui stesso seguiva l’angelo (…) Dopo che furono passati un po’ di anni, poiché spesso Galgano si era soffermato a meditare su questa importante visione, Michele, principe degli angeli, gli apparve in sogno, dicendogli: Seguimi. Al che, subito alzatosi [Galgano] lo seguiva con gioia, andando con lui fino ad un certo fiume, sopra il quale era un grandissimo ponte, che non poteva essere attraversato se non con molta difficoltà. Sotto il ponte gli sembrò che vi fosse anche un mulino. [L’arcangelo e Galgano] dopo aver attraversato [il ponte] giunsero in un luogo delizioso, un prato bellissimo, pieno di fiori che spargevano un odore meraviglioso. Ed uscendo dal prato gli sembrò di entrare in una grotta sotterranea, e di giungere al Montesiepi, dove trovò i dodici apostoli che stavano in una casa rotonda piena di profumo e mirabilmente costruita». Nel sogno gli apostoli invitarono Galgano a sedersi in mezzo a loro e gli porsero un libro aperto, invitandolo a leggervi: «portando a lui un libro aperto, affinché leggesse», ma il giovane, non sapendo leggere, garbatamente accantonò il libro: «egli stesso, invece, poiché non sapeva leggere, lo abbandonò. Levati dunque gli occhi al [Galgano] vide un’immagine e, interrogando gli apostoli, chiese che cosa fosse quell’immagine. Rispondendogli, gli dissero che era l’immagine e la rappresentazione della Maestà Divina. Poiché [Galgano] guardava l’immagine e la casa [gli Apostoli] gli dissero: “A somiglianza di questo [edificio che tu vedi] costruisci qui una casa in onore di Dio, della Beata Maria e dei dodici apostoli e rimarrai qui per molti anni».

Cit. in Sigismondo Tizio, Historiae Senenses, sec. XV. Edizione critica a cura di P. Pertici, Istituto Storico Italiano, Rerum Italicarum Scriptores Recentiores, Roma, 1998

Responso:

Quando il nemico è dentro la coscienza
non lo combatte un intelletto solo
ma un collettivo amor di conoscenza

90. L’arcangelo, 12. Gli apostoli, 71. L’abbazia
18. Il prato fiorito, 1. La maestà divina

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