Diretta sogni n. 20. Ho sognato che mangiavo carne poco cotta.

Che ogni sogno diventi sogno comune e quindi gioco, e ogni gioco un’opera. (P. Staro)

Ho sognato che
mangiavo carne
poco cotta in
casa d’altri

Diretta sogni n.20
con Federico Berti

Per saperne di più:
Libro dei sogni
Carte della Smorfia

Messaggi in redazione

Mi scrive un’amica sognatrice: “Ho sognato che ero al Lago di Garda, al mattino avevo una tela in casa e mi sono messa a dipingere quello che avevo visto nel sogno”. Nel dopo diretta vi lascerò in descrizione un link al suo quadro. Mi sembra una perfetta risposta alla citazione di Teresa da Van Gogh, con cui abbiamo aperto la diretta di ieri.

Uno spunto di riflessione:

Non conta fare un corso di studio in psicologia dinamica, ossia studiare per capire intellettualmente. Bisogna sottoporsi a una terapia con un professionista perché le dinamiche sono personali. altrimenti si fa la figura di chi preferisce sedersi dalla parte del medico e non del paziente.

Osservazioni condivisibili. Mi sento di rispondere che stiamo parlando di due cose diverse, anche se partiamo sempre dai sogni possiamo guardarli da punti di vista completamente diversi. Non siamo qui per analizzare la persona, ma per condividere un’ispirazione. A questo serve socializzare il sogno, non a spiegarlo ma a ‘usarlo’. Il punto non è chiedersi in cosa stia la differenza tra i diversi approcci al problema, ma l’esatto opposto, trovare una continuità in modo da poter ‘produrre’ la nostra sintesi. Che sarà sempre una sintesi poetica, artistica o tutt’al più filosofica. E’ un’arte, non una scienza.

Penso che sarebbe interessante approfondire il tributo che i libri della Smorfia riconoscevano proprio ai filosofi del passato, in particolar modo autori ‘controversi’ come Giordano Bruno, Marsilio Ficino, Tommaso Campanella, che partivano dall’idealismo filosofico e attraverso di esso ci portano fino a Dante Alighieri: cos’è la Divina Commedia se non uno smisurato sogno ramificato come l’albero delle Sephirot del cabalista? Risalendo ancora indietro, dovremmo tornare ad Artemidoro di Daldi e attraverso lui proseguire ancora, per capire che non stiamo solo ‘dando i numeri’. E’ un problema filosofico, per capire il quale il primo passo è togliersi di dosso questa patina di superstizione che negli ultimi duecento anni si è voluta scaricare sulla Smorfia, soprattutto da quando la si è trasformata in un prodotto nazional popolare.

Per questo la vera novità del libro dei sogni che ho pubblicato qualche anno fa è stata proprio quella di tornare non solo alle cabale illustrate, ma di frammentarle in un mazzo di carte che consente di fare il percorso inverso: partire dal sogno per reinventare alla realtà. Usarlo come una chiave per la memoria, applicabile nell’addestramento della memoria con gli anziani e coi bambini. Non parto più dal sogno per arrivare a numero, ma dal numero per tornare alla realtà. E’ un discorso che approfondiremo, abbiamo tutto il tempo. Sono però contento per l’opportunità che mi dai di chiarire questi ‘torbidi’, farò tesoro di queste riflessioni nella redazione della terza edizione.

Il sogno di oggi

Ho sognato di mangiare carne poco cotta in una casa privata che non conosco, insieme ad altre persone.

Racconto a voce

Si pensava uan volta che portasse male sognare la carne specialmente se poco cotta, rimanda al sangue e alla violenza, conflitto o passione che consuma; per le donne, possibili scompensi o malattie. Se di pecora o agnello era associata al sacrificio di innocenti, alla morte. Se però il contesto del sogno è positivo, la compagnia piacevole, la carne è buona e calda, non andata a male, allora può simboleggiare la forza vitale, il nutrimento, talvolta passione anche nel senso di erotismo. Se il sognatore però si trova in periodo critico, può segnalare al contrario uno stato di debolezza fisica, stanchezza, il bisogno di rigenerarsi. Mangiare in compagnia si riteneva una volta che simboleggiasse dissapori con la persona amata, ma può indicare anche difficoltà a prendersi cura degli affetti familiari per quegli stessi gravi impegni che sono causa della nostra spossatezza. Non chiediamo troppo a noi stessi.

Responso

Se la stanchezza ti prende per la via
fermati un poco a riposar l’affanno
Mangiare e bere in buona compagnia

Numeri

52. La Stanchezza
70. La carne
42. Gli amici
31. Casa d’altri

Carte della Smorfia
Scarica il Pdf qui

Newsletter

Condividi nei Social
0Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *