Rassegna stampa. La censura cinese sui videogiochi online

La Commissione cinese per
l’eticità dei videogiochi

Articolo di Federico Berti

Non solo in Cina

Il Comitato cinese recentemente costituito per valutare l’eticità di alcuni videogiochi online, ha emesso i primi verdetti ritirando alcune produzioni e motivandone la censura. Questo provvedimento pone dei problemi sulla questione della libertà di espressione, ma per quanto se ne stia discutendo in chiave liberale e anti-cinese è ben noto che anche in Italia e in altre democrazie liberali sussistono criteri in base ai quali un video gioco, o un qualsiasi altro prodotto culturale, potrebbero essere immediatamente ritirati dal mercato per il loro contenuto. Quando vi sia un incitamento all’odio razziale ad esempio, o alla violenza, o quando sia portatore di disinformazione su temi sensibili, o ancora quando violi diritti di terzi come la proprietà intellettuale. Nel nostro paese abbiamo anche l’aggravante dell’apologia di fascismo, con la quale ci siamo confrontati tre anni fa quando un editore neo-fascista ha partecipato al Salone del Libro di Torino suscitando reazione immediata da parte di vari ambienti intellettuali. L’incitamento alla criminalità è un atto criminale, il problema è semmai determinare quel che un sistema giuridico considera criminale.

Oriente e Occidente

Di fatto dunque, forme censore in casi estremi sussistono anche nell’Occidente capitalista, anche se queste vengono messe in atto in modo caotico e spesso contraddittorio da parte di realtà non coordinate fra loro, molto raramente dai governi che pur sostengono, più a parole che nei fatti, a vigilare su questi problemi. Un’arma a doppio taglio la censura, può essere impiegata per scopi diversi da quelli per cui è stata concepita e abbattersi sui prodotti dell’industria culturale indipendente dalla loro effettiva eticità o conformità alla legge, com’è avvenuto in varie situazioni che non è il caso di ricordare in questa sede. La sostanziale differenza tra noi e l’estremo Oriente è che quando in Cina viene costituita una commissione governativa per svolgere un compito, questa lo assolve in modo preciso, sistematico e minuzioso. Rispetto alla questione dei giochi banditi dalle piattaforme online o ritirati dal mercato, è quindi necessario porsi alcune domande, in primo luogo le motivazioni che hanno portato alla censura dei contenuti, in secondo luogo la corrispondenza tra giudizio della commissione e le caratteristiche effettive della produzione.

Requisiti dell’eticità

Le motivazioni citate dalla stampa occidentale si possono riassumere in nove punti principali, fondati sull’incitamento alla violenza, sulla presenza del sangue, un’eccessiva competizione per il denaro, la distribuzione di premi in base al rango del personaggio, concezione distorta della storia e della cultura, una rappresentazione sessista del corpo femminile e il comportamento effemminato dei personaggi maschili, volgarità e turpiloquio. Questi elementi sono giudicati diseducativi per gli utenti più giovani e manipolabili. E’ inoltre in atto dall’estate scorsa una limitazione dell’orario in cui i minorenni possono accedere ai videogiochi online, solo un’ora al giorno alla sera tra le otto e le nove, per un totale non superiore alle 3 ore esclusivamente fra venerdì e domenica. Questo dovrebbe servire a contrastare la dipendenza dai videogiochi e il fenomeno degli Hikikomori che tanti danni sta provocando anche sulla gioventù occidentale, sia nelle sue forme più gravi e invalidanti, sia in quelle più leggere.

La comunità LGBT

Sulla questione dell’effemminatezza è necessario approfondire, poiché rispecchia un problema più ampio e non strettamente legato al settore video-ludico. L’atteggiamento rispetto alla comunità LGBT va inquadrato in una prospettiva più ampia, tenendo presente che l’omosessualità è stata depenalizzata e tolta dal novero delle malattie mentali in Cina solo a cavallo del nuovo millennio, nel 2015 sono state dichiarate illegali le terapie di conversione e il movimento omosessuale è ancora molto giovane in quella regione del mondo. Possiamo auspicare un rinnovamento anche in quel senso al livello della cultura e dei diritti civili, ma questo è un problema più complesso che richiede valutazioni complesse. Sappiamo infatti che l’omosessualità in Cina, biasimata, bandita e censurata dalle principali religioni e filosofie come taoismo, buddismo e confucianesimo, veniva praticata da alcuni re e imperatori, si trova rappresentata in vari dipinti ed acquerelli. Espressioni linguistiche e racconti popolari testimoniano comunque una pratica diffusa dell’omosessualità e un basso profilo di persecuzione effettiva. La prima legge esplicitamente rivolta contro l’omosessualità è del 1746, ma non abbiamo piena contezza delle sue applicazioni reali. Da diversi anni sono diffusi gay bars e nightclubs nelle grandi città come Pechino, Shangai e Canton, se pure oggetto di retate da parte delle autorità.

Si deve tenere presente inoltre che la rappresentazione dell’omosessualità, come quella delle minoranze etniche, della disabilità, del disagio psichico, sono ampiamente sotto-rappresentate in tutto il mondo video-ludico, non solo in Cina ma anche nel liberale e democratico Occidente, come fa notare uno studio condotto da Currys PC World, che dopo aver esaminato un’ampia casistica di produzioni conclude che prevale ancora la figura dell’eroe maschio, giovane, bianco ed eterosessuale. La rappresentazione è incompleta, incoerente, sebbene vi siano stati dei miglioramenti negli ultimi anni, c’è ancora molta strada da fare non solo in Cina, ma anche nel mondo capitalista dove la censura agisce preventivamente al livello delle scelte editoriali nei consigli d’amministrazione.

Legge e applicazione

Il punto da accogliere come novità ‘virtuosa’ è che la commissione cinese ha preso atto del ruolo educativo svolto dal settore ludico sulla formazione dei giovani e della necessità di intervenire quando vi sia un incitamento alla violenza, alla prepotenza o altre questioni sensibili. Temi che si stanno affrontando anche nel mondo occidentale, dove tuttavia si assiste ancora a una generale paralisi dei sistemi sanzionatori. La legge esiste, ma non interviene. Naturalmente le nuove disposizioni stanno portando a una fuga da parte di alcuni investitori occidentali nel settore video-ludico cinese, quindi è una scelta che il governo sa di dover pagare anche in termini di produttività e indotto per le proprie aziende.

Rassegna stampa

Tim Masters, ‘InvenGlobal’, 9 Settembre 2021, China asks video game publishers to remove ‘effeminate’ depictions of men in games

Gli editori dovranno adeguarsi a desistere dai loro sforzi celebrativi in supporto all’orgoglio omosessuale e alla comunità LGBT nel materiale promozionale rivolto a Cina e Korea. La decisione di equiparare la violenza e il culto del denaro al ‘comportamento effemminato’ non è stata accolta con favore dai gamers e comporterà una controversia con il pubblico occidentale. La decisione è stata presa in conseguenza delle pressione dalla parte più reazionaria del partito. Il professor Geng Song dell’Università di Hong Kong ha dichiarato che l’eterosessualità è vista come la sola norma di genere.

‘Wikipedia’, Diritti LGBT in Cina

A questo proposito è necessario un retroterra storico e giuridico. L’omosessualità era consideratsa un crimine in Cina fin dal XIII secolo, gli atti di sodomia venivano puniti severamente e lo sono rimasti fino alla rivoluzione culturale. Quando nacque la Repubblica Popolare nel 1949, l’omosessualità veniva considerata anche dal Partito Comunista un segno di ‘decadenza borghese’ e gli atti omosessuali erano equiparati al ‘teppismo’. E’ stata decriminalizzata solo nel 1997 in Cina, depennata dall’elenco dei disturbi mentali nel 2001 dalla società psichiatrica cinese e che dal 2003 si discute se introdurre o meno il diritto al matrimonio omosessuale. Nel 2015 è stata dichiarata illegale e sanzionabile la ‘terapia di conversione’ adottata in alcune cliniche. Agli omosessuali è tuttora negata una legge contro la discriminazione sul lavoro o nella fornitura di beni e servizi, il matrimonio egualitario o l’unione civile, l’adozione, la maternità surrogata, l’autorizzazione a prestare servizio nelle forze armate, il diritto di cambiare legalmente sesso nei documenti, la fecondazione in vitro per le coppie lesbiche, la libertà di espressione della propria sessualità in pubblico. Molti di questi diritti sono negati e oggetto di acceso dibattito anche nelle democrazie liberali.

Matteo Zibbo, ‘Eurogamer’, 1 Ottobre 2021, Videogiochi e censure in Cina: il governo sta inasprendo le restrizioni su sessualità, etica, storia e religione

Il governo cinese sempre più rigido riguardo videogiochi, che non si possono più considerare un ‘puro intrattenimento’ ma devono rappresentare un corretto sistema di valori, delal storia e della cultura del paese. Questo articolo è molto più cauto nell’esposizione della questione di genere, sostenendo che storie d’amore queer e maschi effemminati potrebbero avere più difficoltà ad essere approvati. I regolatori devono poter determinare con chiarezza il genere del personaggio. Un altro problema sollevato dalle nuove normative è dato dall’identificazione del giocatore, che in particolar modo nei titoli più violenti non dovrebbe potersi identificare nel ruolo del ‘cattivo’. Questo in effetti non è semplice da determinare e può essere soggetto a interpretazioni controverse, ma rispecchia in linea di principio la questione dell’eticità. Anche la storia e la religione prevedono blocchi di tipo censorio.

Amin Bey El Jadj, ‘Powned.it’, 31 Agosto 2021, Nuove regole in Cina: VIETATO giocare ai videogiochi per più di 3 ORE a SETTIMANA

La notizia forse più interessante è quella che limita l’accesso complessivo ai videogiochi da parte dei minori a 3 ore settimanali davanti allo schermo, non più di mezz’ora e precisamente nell’arco di tempo che va dalle ore 20:00 alle 21:00, esclusivamente nei giorni festivi e nel fine settimana. Questo senz’altro per contrastare la dipendenza dal video, come spiegato nella legge cinese: un modo innovativo per Salvaguardare la salute fisica e mentale dei bambini e dei giovani del paese. In pratica le aziende che forniscono servizi ludici online dovranno limitare gli account dei minorenni in tutte le fasce orarie diverse da quelle indicate. Inoltre verrà anche richiesto di partecipare con la loro identità reale, si parla addirittura di scanner facciale per la verifica. Interessante anche il commento dell’analista senior di Niko Partners, Daniel Ahmad, secondo il quale in realtà la spesa videoludica rivolta ai minori in Cina era già notevolmente bassa per una tendenza iniziata già due anni fa.

Claudia Marchetto, ‘Eurogamer’, 4 Settembre 2019, I videogiochi sarebbero ancora molto arretrati quando si parla di rappresentare diversità di genere, di etnia e disabilità

“L’umanità copre uno spettro molto ampio. Perché questo non si riflette nei videogiochi?”. Uno studio condotto da Currys PC World sulla diversità e la rappresentazione nei videogiochi ha concluso che, sebbene la rappresentazione di etnia, genere e disabilità sia migliorata negli ultimi tempi, permane una tendenza verso il maschio giovane, bianco ed eterosessuale.

Le minoranze nere ed altre etnie sono gravemente sottorappresentate, come giudicato da un pool di giochi nominati ai Game Award dal 2003 al 2018. Adam Campbell, co-fondatore di POC in Play, ha dichiarato: “C’è ancora molta strada da fare. La rappresentazione sembra ancora incompleta e incoerente“. Solo il 3% di questi giochi ha seguito la storia di un protagonista non bianco, ma il 23% ha permesso ai giocatori di scegliere l’etnia con cui volevano giocare. La personalizzazione del personaggio consente ai giocatori di rappresentare il proprio protagonista come preferiscono, ma l’impostazione predefinita è spesso un individuo bianco, come esemplificato da Mass Effect e Fallout 4.

SegnetNext, ‘Havocpoint’, 13 Gennaio 2022, La Cina ha bandito diversi giochi, tra cui Fortnite

Inizialmente il Comitato ha valutato circa 20 giochi, 11 dei quali non sono riusciti a soddisfare i requisiti di censura della Cina. Fra di essi ci sono titoli importanti del calibro di Paladins, Fortinte e PUBG facendo si che tutti i battle royale rischino di avere una brutta fine.

  • Arena of Valor: Azione correttiva per i personaggi femminili eccessivamente rivelatori, premi dati in base al rango e concetti distorti della storia e della cultura.
  • League of Legends: Azione correttiva per i personaggi femminili eccessivamente rivelatori, premi dati in base al rango e una chat disarmonica.
  • Balede & Soul: Azione correttiva dei personaggi femminili eccessivamente rivelatori e una chat disarmonica.
  • Chu Liu Xiang: Azione correttiva per i personaggi femminili eccessivamente rivelatori, con missioni di gioco che includono che portano alla frode.
  • Overwatch: Azione correttiva per immagini di gioco che promuovono valori errati, oltre ad avere una chat disarmonica.
  • Diablo: Azione correttiva per una chat disarmica e missioni di gioco che includono che possono portare alla frode.
  • World of Warcraft: Azione correttiva per una chat disarmonica e personaggi femminili eccessivamente rivelatori.
  • Westward Journey: Azione correttiva per i personaggi femminili eccessivamente rivelatori, una chat disarmonica e concetti di storia e cultura distorti.
  • Codice:Eva – Azione correttiva per premi assegnati in base a rango e concetti distorti di storia e cultura.
  • The legend of Mir 3: Azione correttiva per una chat disarmonica.
  • Swords of Legends Online: Azione correttiva per una chat disarmonica.
  • PlayerUnknown’s Battlegrouds: Da ritirare per la presenza del sangue.
  • Fortnite: Da ritirare per la presenza del sangue e per il contenuto volgare.
  • H1Z1: Da ritirare per sangue e contenuto volgare.
  • Alliance of Valiant Arms: Da ritirare per il sangue e il contenuto volgare.
  • Ring of Elysium: Da ritirare per sangue e contenuto volgare.
  • Paladins: Da ritirare per dei personaggi femminili eccessivamente rivelatori, per l’eccessivo sangue e un contenuto volgare.
  • Free Fire Battlegrounds: Da ritirare per dei personaggi femminili eccessivamente rivelatori, per la presenza del sangue e per il contenuto volgare.
  • Knives Out: Da ritirare per la presenza dei personaggi femminili eccessivamente rivelatori, oltre alla presenza di sangue e un contenuto volgare.
  • Quantum Matrix: Da ritirare per la presenza di sangue, per il contenuto volgare e per la parlata disarmonica.

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