Testamento solidale. Campagna Unicef. La disintegrazione del vincolo di sangue.

Testamento solidale

Campagna UNICEF

La disintegrazione
del vincolo di sangue

Non è mai di buon augurio pensare al testamento e l’idea che qualcuno possa mettersi in lista per suggerire dei beneficiari è fonte di comprensibile imbarazzo, specialmente se si considera che nessun lascito, nessuna elargizione al pari di nessuna elemosina, possono cambiare lo stato delle cose rispetto all’ingiustizia in quelle parti del mondo oppresse dalla speculazione finanziaria e dall’arroganza del neo-colonialismo. Tuttavia la situazione della crescita demografica in Italia parla chiaro, se la popolazione mondiale è in costante aumento la nostra è in forte decrescita, al punto da offrire il fianco a discusse campagne di comunicazione come quella recente del Fertility Day: la verità è che la media dei figli diminuisce man mano che la speranza di vita aumenta, una parte di noi ha ereditato sostanze non trascurabili se paragonate all’involuzione economica del momento in cui viviamo, nello stesso tempo cresce il numero dei non coniugati o ‘single’. In altre parole si prospetta un futuro prossimo in cui maggiore sarà quella parte di cittadini che arriverà alla vecchiaia senza una discendenza a cui lasciare quel poco o tanto che ha messo insieme durante la vita. Non basta, dissolta l’antica struttura della famiglia numerosa per necessità, decimata da un tasso di mortalità impensabile per l’umanità del futuro, quel che rimane è un generale impoverimento dei legami familiari, il desolante detto ‘parenti serpenti’ descrive sempre meglio l’indifferenza che si respira in molte famiglie nell’era del terziario avanzato, dove gli anziani  vengono affidati alle cure di terzi o dimenticati in residenze dedicate. Si rafforza in molti italiani l’idea cosmopolita, la parentela di sangue è talvolta sostituita dall’adozione intellettuale, dai legami personali che prendono il sopravvento sull’albero genealogico, naturale dunque una radicale trasformazione anche nei lasciti testamentari, più frequentemente consapevoli della quota d’arbitrato che svincolano la successione dalla rosa dei parenti stretti; non mancano transazioni di vendita pre-mortem specificamente mirate a escludere questo o quel destinatario dalla trasmissione dei beni, donazioni in vita, testamenti solidali verso gli affetti reali che costituiscono la sfera dei rapporti personali. In quest’ottica drammatica e non estranea a elementi di criticità, s’inserisce l’iniziativa UNICEF del lascito testamentario solidale.

Un giorno qualcuno ‘parlerà di te’.

Questo uno degli slogan su cui si appoggia la campagna. Chi non ha figli a cui lasciare le proprie sostanze, o chi vuole per qualche motivo distribuire i propri averi al di fuori del ramo familiare, può devolvere parte delle sue sostanze a un’associazione in prima linea dove lo sfruttamento neo-coloniale crea oppressione e sfruttamento: qualcuno parlerà di te, persone altrimenti destinate a servitù avranno la possibilità di studiare prendendo parte all’eterno ritorno della competizione al capitale, un ospedale verrà costruito dove si muore per l’influenza e la dissenteria, tu ne sarai il patrono. UNICEF non è la sola onlus impegnata su questo fronte, se ne contano altre nel sito appositamente creato per promuovere la cultura del lascito testamentario solidale fra i giovani, che nonostante le perplessità iniziali sembrano piuttosto curiosi di sapere come funziona. Per evitare conflitti interni alle famiglie s’insiste sull’opportunità di devolvere soltanto piccole somme; il problema è che si deve stare molto attenti nell’intraprendere scelte simili quando non abbiamo nessun rapporto effettivo con i luoghi dove il nostro lascito dovrebbe seminare valore: il beneficiario non è detto sia libero di disporre, potrebbe non avere nemmeno la preparazione per comprendere il significato del nostro gesto o disperdere le sostanze in attività che noi stessi non approviamo, per questo motivo le associazioni benefiche stanno diventando il più ragionevole intermediario nell’operazione per chi (e soltanto per chi) non è coinvolto in prima persona sul territorio. Un po’ la differenza che si aveva una volta fra donare tutto a un vagabondo oppure lasciarlo a un’istituzione religiosa per la cura d’un santuario, un ospedale, un luogo di preghiera, nella prospettiva d’essere poi ricordato con lapide ben in vista; il concetto non è dissimile, con la differenza che oggi tante sono le associazioni e diversi gli ambiti: ricerca medica, sostegno dei disabili, protezione dell’infanzia del mondo e così via.

La campagna UNICEF per il testamento solidale

Nata nel 1946 col patrocinio dell’ONU con l’obiettivo iniziale di proteggere i bambini rimasti orfani, mutilati o cresciuti in famiglie ridotte in disgrazia dalle iniquità della guerra, la fondazione per la protezione dell’infanzia ha collaborato con associazioni governative e non, occupandosi di vigilare sulla nutrizione, sull’assistenza medica e sanitaria, sulle vaccinazioni, sull’istruzione, sull’opportunità di studio, sul pericolo di abusi legali, violenze personali e sessuali. Premio Nobel per la Pace nel 1965, l’organizzazione con sede a New York è presente in 165 paesi nel mondo, è intervenuta anche nella recente calamità del terremoto in Emilia Romagna. Attraverso una rete di uffici permanenti sul campo intraprende iniziative in favore d’uno sviluppo sostenibile a lungo termine. Sostiene ad esempio la campagna in Africa per l’allattamento al seno dove è stato incoraggiato l’abuso dei prodotti in polvere, affronta l’emergenza HIV, persegue le pari opportunità per donne e ragazze, per la prima volta negli anni ’50 ha spostato l’attenzione dal bisogno ai diritti dell’infanzia. Naturalmente non mette in discussione i rapporti di produzione del capitalismo con le sue contraddizioni, non incita di fatto alla ribellione ma all’attivismo, interviene cioè a dare supporto ovunque l’economia e la politica di sfruttamento producano situazioni di concreta emergenza. Non sostiene la rivolta contro la società dei consumi, ma offre un sostegno valido (se pur non risolutivo del problema ‘a monte’) in situazioni altrimenti inaffrontabili. Per saperne di più sul lascito testamentario, scoprire come funziona, perché scegliere UNICEF,  le storie delle persone su cui s’interviene: 

#lascitosolidale; #lascitoUNICEF;
#testamentoUNICEF; #qualcunoparleradite;
http://upstory.it/r.aspx?campaignID=494&propertyID=11436

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