L’immunità del gregge. Satira, poesia. Storie di animali, favole per adulti.

C’era un cane pastor dal bianco pelo
che in gregge custodiva alacremente
le pecore a brucar di sotto al cielo,
passò di là e parlò nervosamente
una poiana in volo a piè sospinto
Strillando, venne a dir: “Tremate, gente!
Tornate a passo svelto nel recinto,
nelle città la peste nera avanza,
stermina tutto il popolo indistinto!”.
Ma non convinto e pien di tracotanza
lui disse: “Venga pur! Noi l’aspettiamo
con la fermezza e la perseveranza.
l’affronteremo senza far reclamo
cadranno le più fragili e indifese
l’immunità del gregge perseguiamo!”
In tante ne pagarono le spese,
l’angelo della morte dilagava:
in ventimila solo il primo mese.
Senza pietà il pastore le guardava
cader come le mosche sopra al sasso,
la falce mai nessuno risparmiava.
Non esitando e non cedendo il passo
Su un’alta rupe il cane se ne stava
ad osservar lo strazio ed il collasso.
Ma un giorno che il suo gregge contemplava
Sentì la febbre e vide le escrescenze
la bava dalla bocca gli scolava.
E’ morto fra le atroci sofferenze
che il male crudelmente procurava
lui che sfidava tutte le potenze.

Il caso di
Boris Johnson

Dall’immunità di gregge
alla rianimazione

Rassegna stampa
di Federico Berti

Mentre siamo in onda con questa edizione della rassegna stampa, a supporto della satira di ieri sull’immunità del gregge, il primo ministro britannico sta meglio ma nel Regno Unito è altissimo il numero dei morti. Un bollettino di guerra.

Redazione ‘Ansa’, 8 Aprile 2020, Boris Johnson migliora ma in Gran Bretagna è record di morti, Barlumi di ottimismo sul premier. Si va verso proroga lockdown.

Redazione, ‘Mondo, 8 Aprile 2020, Boris Johnson è sempre in terapia intensiva ma sta meglio e ora può stare seduto a letto

Redazione, ‘Corriere della Sera’, Coronavirus, Boris Johnson premier-pugile: anche i nemici oggi fanno il tifo per lui. Alfiere di Brexit, poi sarcastico sul coronavirus: oggi è in terapia intensiva, curato da medici europei. Una parabola che sembra sceneggiata.

Raffaele Alberto Ventura, ‘Wired’, 7 aprile 2020, La guerra di Boris, La lotteria del contagio ha regalato a Johnson un’occasione insperata per interpretare il sovrano shakespeariano di cui aveva bisogno l’Inghilterra: assieme al suo popolo ha guardato in faccia la morte. Si è davvero mai trattato di un dilemma morale tra bieco utilitarismo protestante e umanitarismo cattolico? Tanti precursori della pratica, da Herbert Spencer a Sir Francis Galton.

La segnala il modo in cui il concetto viene esposto nelle diverse pagine Wikipedia: sulla pagina italiana si considera l’immunità di gregge innanzitutto come un effetto della “vaccinazione” di massa; sulla pagina inglese invece come effetto della “immunizzazione” di massa, “anche” attraverso la vaccinazione. Così quello stesso concetto che in Italia è sempre valso come argomento vaccinista, nel Regno Unito può invece suggerire un approccio terapeutico più nichilista: non cambia il concetto scientifico soggiacente, ma mostra l’amplissimo spettro delle sue interpretazioni. 

R.A. Ventura, Art. Cit.

“Viviamo in un sistema in cui noi garantiamo la sanità e il diritto alle cure a tutti: è un fondamento, un pilastro e direi la caratteristica del nostro sistema di civiltà”. (G. Conte)


Cerchiamo di capire perché il caso di Johnson sia così importante per noi, capire la gravità di quello che sta accadendo e quale insegnamento ne potremmo trarre. se proviamo a distogliere per un momento l’attenzione dalla retorica ‘eroica’ del primo ministro inglese eretto a stereotipo del re sacrificale che affronta il drago della malattia a viso aperto, forse riusciamo a renderci conto del record assoluto di morti che il contagio a causato nel Regno Unito, propri a causa di una politica sanitaria improntata al concetto dell’Immunità di gregge’ di cui parla Wired. Un concetto dietro il quale in realtà si nascondono due diverse concezioni del mondo e della società, come vedremo negli articoli che seguono.

Silvia Turin, ‘Il Corriere della Sera’, Coronavirus, che cos’è l’immunità di gregge e perché se ne parla in Gran Bretagna. Si ottiene (con difficoltà) solo vaccinando a tappeto la popolazione. Scegliere di farlo non controllando l’infezione – come si penserebbe di fare in Gran Bretagna — è molto rischioso: non sappiamo se l’immunità sarà permanente e non capiamo quanti sono gli immuni se non alla fine di un’epidemia,

Un consigliere scientifico del governo, sir Patrick Vallance, ha spiegato che la strategia per il contenimento del virus è sviluppare una certa immunità nella popolazione, e che per farlo è necessario che il 60% della popolazione contragga la Covid-19. Che il Paese si prepari a «perdere persone care prematuramente», ha detto il premier Boris Johnson senza mezzi termini.

S. Turin, Art. Cit.

Inutile dire che leggendo queste parole, comprendiamo finalmente come sia ritornato in ballo il caso del farmacologo Stefano Montanari, noto agitatore del movimento ‘No Vax’ che da anni combatte una vera e propria crociata contro vaccini: se nella linea democratica l’immunità si può ottenere solo vaccinando la popolazione, al farmacologo modenese devono essere venuti i capelli dritti. Ma lui non è un medico, lo sappiamo bene, dunque andiamo a vedere cosa dice la scienza a questo proposito.

Scriveva Elisabetta Intini su ‘Focus’ nel Giugno 2017, Vaccini: come funziona l’immunità di gregge. Perché vaccinarsi, se a proteggerti ci pensano già gli altri? La risposta in un’efficace animazione.

Bassi livelli di vaccinati permettono a virus e batteri di diffondersi molto velocemente (la loro avanzata è indicata in rosso). Livelli medi di vaccinati rallentano la progressione delle epidemie, ma non proteggono adeguatamente i più vulnerabili. Quando invece si raggiunge un’alta percentuale di copertura (dal 90% in su) i patogeni desiderosi di diffondersi trovano, davanti a sé, una strada sbarrata, fatta di individui protetti (in giallo nelle immagini): in questo caso, la maggioranza della popolazione, non vaccinati inclusi, è tutelata.

E. Intini, Art. Cit.

Roberta Damiata, ‘Il Giornale’ 15 Marzo 2020, Il virologo Giulio Tarro: “Vi spiego perché l’immunità di gregge ha una sua logica”. Il virologo due volte candidato al Premio Nobel racconta al Giornale.it perché la strategia inglese ha una spiegazione logica

“Sono certo che alle spalle di Boris Johnson, potrebbe esserci l’Università di Cambridge o quella di Londra, oppure persone molto valide in campo virologico che pensano, date le caratteristiche del Coronavirus, che proteggendo le fasce più deboli della popolazione come gli anziani o quelli affetti da altre malattie, si può far circolare liberamente il virus, non usando le misure che stiamo attuando noi come l’isolamento, e far quindi infettare tutti per produrre anticorpi. Quindi in base a questo noi avremmo un’immunità di tutta la popolazione”. “Lottiamo contro una malattia che quasi nel 96% dei casi non è mortale. Il problema è il rimanente 4% che si è scatenato contemporaneamente mettendo in difficoltà anche gli ospedali della Lombardia che sono il nostro fiore all’occhiello. Ma già questi, nell’inverno 2018, a causa di un’epidemia influenzale erano già sovraccarichi. Questo grazie ai tagli alla sanità compiuti negli anni. Di questo dovrebbero rendere conto anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, chi dal ’97 al 2015 ha dimezzato tutti i centri di terapia intensiva.

Laura Tonon, ‘Internazionale’, 14 Marzo 2020, Cos’è l’immunità di gregge.

La sua esistenza è stata dimostrata indirettamente in diversi casi come con l’eradicazione della rabbia in Germania alla fine del secolo scorso. 

Nel caso specifico del nuovo coronavirus Sars-CoV-2 una strategia basata sull’immunità di gregge presenta due interrogativi importanti. Il primo è come definire la soglia d’immunità di gregge, visto che non si conosce ancora esattamente quanto sia contagioso il Sars-CoV-2. Si stima che il suo R0, il fattore “erre-zero” usato in epidemiologia per indicare il numero di persone contagiate in media da una persona infetta, sia tra 2,3 e 3. In confronto l’influenza stagionale ha un R0 di 1,3 e l’ebola di 2. Il secondo interrogativo è che non sapendo quanto dura l’immunità sviluppata dalle persone guarite, è difficile sapere a priori l’orizzonte temporale della protezione indotta dal gregge.

L. Tonon, Art. Cit.

Redazione ‘Il Post’, 17 Marzo 2020, La strategia del Regno Unito, ancora indietro. Il primo ministro Boris Johnson e i suoi consiglieri medici mettono in conto conseguenze severe per l’epidemia, ma non chiudono le scuole, per ora

La conferenza stampa e l’annuncio delle misure sono state duramente criticate da molti esperti. Richard Horton, direttore della prestigiosa rivista medica The Lancet, l’ha definita “compiacente” e ha suggerito al governo di adottare una strategia più simile a quella italiana. John Ahston, professore di salute pubblica all’università di Liverpool e per quasi 20 anni uno dei principali dirigenti della sanità britannica, ha definito le decisioni del governo “patetiche”. Jeremy Hunt, deputato conservatore per sei anni ministro della Salute, ha detto che l’atteggiamento del governo è «sorprendente e preoccupante».

Art. Cit.

Gregorio Sorgi, 14 Marzo 2020, Gli scienziati di BoJo. Grandi polemiche sull’approccio inglese al virus. I due medici che accompagnano il premier e le domande senza risposte

Gli esperti medici del governo inglese, Chris Whitty e Patrick Vallance, sono la dimostrazione di quanto sia difficile restare neutrali . Vallance è tra i massimi esperti di vaccini. Dopo una lunga carriera accademica, ha lavorato per l’azienda farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK), per cui ha sviluppato decine di farmaci, alcuni contro il cancro e l’HIV. Whitty invece è cresciuto in Nigeria, si è laureato a Oxford e ha collezionato quattro master prima di diventare consigliere medico del premier lo scorso ottobre. Ognuno ha visto nei due scienziati qualcosa di diverso. Rory Stewart, ex conservatore e oggi candidato indipendente come sindaco di Londra, ha usato parole anche più dure. “La Gran Bretagna sta seguendo la teoria dell’immunità di gregge. Crede sia impossibile combattere l’epidemia, e quindi bisogna farla diffondere tra la popolazione. Questa non è una scelta scientifica, è una scelta politica”. Whitty e Vallance hanno imparato che, al tempo del coronavirus, il confine tra le due categorie è molto sottile.

Insomma questa linea politica adottata dal primo ministro inglese Boris Johnson è stata ampiamente criticata non solo dalla sinistra labourista, ma anche dai deputati conservatori e da una parte della comunità scientifica. Viene da chiedersi allora chi sia questo Sir Patrick Vance, consigliere del governo inglese che avrebbe promosso la linea politica adottata dal Regno Unito in uesti giorni, che sta effettivamente causando il più alto numero di morti da Coronavirus in Eropa. Ci ho messo un po’ a trovare notizie su di lui, pare che sia più interessante per i motori di riceca un suo omonimo del XVI secolo. La cosa forse più interessante in tutta la vicenda è che di questo Sir Patrick Vance non sono riuscito a trovare traccia alcuna attraverso i motori di ricerca. E’ davvero impressionante, cercando il suo nomesia singolarmente, che associato a varie altre chiavi legate all’argomento, non mi è stato possibile trovare né una sua foto, né una sua biografia, un suo curriculum vitae, mentre se cerchiamo ad esempio il Prof John Aston troviamo varie notizie a suo riguardo.

La sensazione, leggendo questi articoli, è che ci sia molta disinformazione sul concetto di “Immunità di gregge” e che nella tragedia che si sta cosumando in Regno Unito il comitato scientifico non si stia rivelando all’altezza del compito affidatogli. Il problema infatti è che quando parliamo di immunizzare una popolazione da un contagio, dobbiamo sapere che le vie sono due: o la vaccinazione di massa, oppure un sistema sanitario talmente forte, stabile, organizzato, equipaggiato ed efficiente, da consentire un’efficace e rapida gestione dell’escalation, e un welfare in grado di isolare immediatamente i soggetti più fragili ed esposti. Quindi uno stato sociale presente, nel quale il valore dell’individuo non è direttamente proprozionale alla sua prestanza fisica. Dedico questa rassegna stampa e la poesia del cane pastore al maestro Stephen Hawking, portatore di disabilità grave e premio Nobel per la sua straordinaria opera di divulgazione scientifica.

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