La promozione non esiste. Onestà e perseveranza. Streetart Tutorial

La miglior pubblicità
è quella che non fai

STREET ART TUTORIAL

Per saperne di più:
Federico Berti
“Gli artisti di strada
non sono mendicanti”

ISBN: 9788828317302

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Rispondo a una domanda ricorrente che mi viene rivolta dalle nuove generazioni di buskers o artisti di strada. Devo affannarmi a competere nel settore della mia nicchia, pubblicando centinaia di video  tutti identici  in cui mi riprendo mentre suono in mezzo alla gente, o le aspettative sono altre? Chi ha avuto bisogno di me, cosa stava cercando e perché ha scelto proprio me piuttosto che un altro? In questo breve articolo, vorrei smentire qualche luogo comune.

PROMOZIONE DIRETTA

Ne ho già parlato altrove in questa rubrica sul lavoro a cappello, il miglior cliente non è mai quello che riceve un tuo depliant, ma quello che ha imparato a conoscerti e ti aspetta nel suo quartiere, si ferma ogni volta offrendo nuovi stimoli per la ricerca nel tuo repertorio, quello che si ritrova ad essere già parte del tuo network nel momento in cui va a cercare un artista di strada per il suo evento; la miglior promozione è insomma quella che fai direttamente sulla strada, mostrando quello che sai ma soprattutto chi sei, qual’è la tua preparazione, la tua formazione, quali sono le tue competenze. Per arrivare a questo il tuo lavoro non può finire sulla strada, semmai è vero il contrario: tutto inizia da lì, per entrare poi nel privato sul territorio nel quale hai scelto di costruirti una rete di relazioni profonde, sincere. In questa sede vorrei affrontare la parte relativa alla promozione sul Web, in merito alla quale molto spesso parliamo senza averne una vera conoscenza.

LA TIRANNIA DEL SERP

Probabilmente buona parte di quello che sai dei motori di ricerca è falso, per il semplice motivo che l’algoritmo cambia continuamente e le società che li amministrano hanno interesse a mantenere la massima discrezione sul loro funzionamento. Il concetto stesso di scalata al Serp è un mito al quale in molti iniziano a non credere più, questo vale anche per gli artisti di strada ovviamente, sia quando lavorano a cappello, sia a contratto.

Come farsi trovare è una domanda che assilla molti esordienti, non ci vuole molto infatti a verificare che cercando la stessa parola da diversi computers non otterrò mai lo stesso risultato, impossibile scalare le classifiche sui motori poiché in realtà non esiste nemmeno una hit parade, un ranking unico valido ovunque per tutti. Ma allora? Come sono arrivati a me quelli che mi cercavano, perché mi hanno preferito a migliaia di alternative, con proposte anche più a buon mercato della mia? Per rispondere a questa domanda è necessario fare un passo indietro, comprendere il concetto di personalizzazione dell’esperienza, ciò di cui vorrei parlare in questo articolo.

USCIRE DALLA BOLLA

Come abbiamo visto in passato Internet ha portato alla clonazione in serie degli spettacoli, mentre le cosiddette scuole e il fiorente mercato degli stages a pagamento continua a produrre artisti di strada disoccupati che ogni anno aumentano assiepandosi intorno ai semafori e alle isole pedonali, dovremmo forse renderci conto che all’interno della bolla in cui viviamo il valore di quel che rappresentiamo è sceso ai minimi storici, un livello non più tollerabile per cui non ha senso continuare a mendicare qualche spicciolo restando lì dentro, dobbiamo venirne fuori. Come? Guardando oltre l’orizzonte del nostro naso, chiedendoci come sia realmente arrivato a noi l’ultimo ad averci offerto un lavoro dignitoso. Si deve uscire dalla bolla. Ne abbiamo parlato per quanto riguarda il lavoro a cappello e l’alternativa ai luoghi molto frequentati, ne parliamo ora pensando alla promozione degli spettacoli a contratto.

Artisti di strada, promozione

NON CERCAVA UN ARTISTA DI STRADA

L’ultimo che ha sbattuto contro il mio sito stava cercando tutt’altro. Forse spartiti musicali, oppure articoli sulle fiabe popolari, musica da scaricare, giochi da tavolo, o magari cose più settoriali come la verità sul patto fra Stalin e Hitler, i numeri da giocare dopo aver sognato una strage di terroristi che gli sterminavano la famiglia. Di sicuro, non cercava un artista di strada. Probabilmente non s’è nemmeno incuriosito abbastanza da aprire la home page del sito, se n’è andato così com’era venuto dimenticandosi di me poche ore più tardi.

gigi russo artisti di strada
Pagina ufficiale del famoso organizzatore

Si dà il caso però che la stessa persona da quel momento in poi ha iniziato a ritornare trovando altri contenuti di suo interesse, è insomma entrato nel mio network senza nemmeno rendersene conto, semplicemente perché gli piace quello che trova lì dentro. Così trovandosi nel comitato per la festa del suo quartiere, un bel giorno ha ricercato un busker, uno spettacolo, un’attrazione e il motore gli è andato a presentare uno dei miei video in prima pagina, forse addirittura il primo dei risultati non a pagamento, poiché il navigante avendo più volte visitato quel sito negli ultimi 28 giorni, o nei tre mesi precedenti, l’algoritmo del motore ha dovuto prendere atto di un’affinità fra i miei contenuti e le sue preferenze. Le sue, non quelle di un altro. Solo allora il nostro amico ha approfondito la ricerca navigando nel sito per acquistare fiducia nelle mie competenze, finché a un certo punto non ha preso in mano il telefono.

DIFFERENZA, NON SUPERIORITA’

Quel che conta non è solamente l’originalità dello spettacolo o quante palline riesco a far volare sulla mia testa, ma più in generale la mia visione del mondo, dell’arte, dello spettacolo, accompagnata magari quando possibile dalla personalizzazione d’un rapporto esclusivo costruito giorno per giorno in strada come nel sistema mediatico, qualcosa che l’artista possa realizzare esclusivamente per me qui e ora. Ecco a poco a poco nascere un rapporto diretto, insostituibile. Cercava spartiti musicali, ha trovato un interlocutore competente nelle cose che a lui interessano. Non un depliant.

Ovviamente il rischio che correrai in questo modo è di suscitare invidie in chi non ha niente da dire, o non ha voglia di portare avanti l’immensa mole di lavoro che questo metodo comporta; la realtà è che non basta competere per la nicchia delle tue parole chiave, spacciarti per il migliore del mondo, il più leggendario, quando poi nella realtà non sei nemmeno in grado di competere sulle chiavi del tuo stesso nome, al punto che il primo risultato di una ricerca rimanda sempre al sito d’un giornale o di una rassegna estiva a cui hai partecipato.

Non serve nemmeno pagare un’agenzia per far arrivare uno dei tuoi video a un milione di visualizzazioni, se poi tutti gli altri sono fermi e il tuo canale non è attivo. A volte pensiamo che la particolarità della nostra scelta possa renderci unici solo per le rinunce che abbiamo fatto, ma non è così. Prima di competere nella bolla dell’arte di strada, noi dobbiamo poter dimostrare di essere persone intelligenti, bene educate, preparate, affidabili, di buona conversazione che sappiano spaziare, prendere posizione su diversi argomenti e non vedano soltanto l’orizzonte del proprio naso. Qui sta la differenza.

Possono arrivare a te leggendo magari una tua recensione di un altro artista o un tutorial sulla street art, o perché no un articolo sulle fake news, sulla guerra in Siria, o ancora il regolamento di un gioco da tavolo che nel frattempo hai prodotto in America, ma se poi non trovano in te quello che stavano cercando passano oltre senza starci troppo a pensare. Quindi la parola d’ordine è onestà nelle cose che fai, impegno costante, quotidiano e soprattutto trasversalità: un atteggiamento multidisciplinare che ti consenta di mostrare in primo luogo chi sei e come la pensi, poi quel che sai fare. Prima la persona, poi l’artista. Ogni commento che lasci in un blog, in un gruppo, sul sito di un altro artista, è una traccia che porta a te. Nel rispondere a una discussione in social network devi mettere la stessa serietà che avresti nello scrivere un articolo per il tuo prossimo libro. 

In conclusione è inutile girarci intorno, competere dall’interno di una bolla non serve a niente, la promozione non esiste o come si dice non c’è miglior pubblicità d’un cliente soddisfatto; chi mi trova di solito sta cercando tutt’altro, quando ha bisogno non entra nemmeno nella bolla ma viene direttamente da me, perché è già parte del mio network nel momento in cui s’è messo a cercare un artista di strada, in buona sostanza nel suo mondo sono il primo risultato del Serp. Non per chissà quali oscure arti del SEO o CEO che dir si voglia, ma perché mi seguiva da tempo, dunque gli sono venuto in mente. Il modo migliore per promuoverti è insomma lavorare con serietà, onestà e sentimento, ogni giorno: sei tu il miglior biglietto da visita.

Esci dalla bolla, guarda oltre il tuo naso. Queste sono soltanto alcune riflessioni che spero possano tornare utili a qualche giovane artista di strada che voglia intraprendere un percorso alternativo alla passerella e al classico circuito dello scambio date che prelude quasi sempre allo scambio coppie. Uscire dalla bolla è il primo passo, un busker è in fondo prima d’ogni altra cosa un artista in senso molto più ampio, un intellettuale, un creativo. Non solo uno bravo a far girar le palle.

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