Proverbi sul fuoco. Ritornelli in terza rima.
Ritornelli in terza rima.
di Federico Berti
Chi abbada il focolar lo tenga lieve
col ciocco sghembo e colla fiamma zoppa,
che quando il fuoco è vivo ha vita breve.
Coll’acqua e con il fuoco non scherzare
poiché son servitori tra i più degni,
ma guai se tu li lasci comandare.
Dal fuoco vien la cenere lisciva
che lava i piatti, sbianca le lenzuola
e può la rosa rendere più viva.
Fuoco di paglia dura quel che dura
par che ti voglia metter soggezione
ma è tutto un crepitar che non spaura
La brace che sta in fondo alla caldera
può accender nuove torce a mille e mille,
portando luce dove il buio impera.
La fiamma che il malvento ti riporta
e avvampa alla legnaia del vicino
si può avvampar domani alla tua porta.
L’incendio che devasta la boscaglia
va divorando tutto quel che trova
e non si spegne punto colla paglia
Non aspettar le prime nevicate
per ripulir la canna del camino,
pensa all’inverno quand’è ancora estate.
Non soffocar la fiamma generosa,
chi troppa carne mette ad arrostire
finisce che la viene filacciosa
Quel dissapore che a schermaglia inclina
è per l’amor come libeccio al fuoco,
spegne solo la fiamma più piccina.
Soffermati a saggiar se vedi in loco
d’un focolar silenti le vestigia,
la cenere ti parlerà del fuoco.
Sul fuoco non soffiare incautamente
la paglia al fuoco prima o poi s’accende
col fuoco non si scherza impunemente.