Il decapitato di via Vezza. Bologna, leggende metropolitane. Voce narrante Giuseppe Giardina.

Il decapitato di via Vezza.

Bologna, leggende metropolitane

Voce narrante Giuseppe Giardina
Riprese e montaggio di Federico Berti

In collaborazione con:
http://www.casadiriposovillamaia.it

Via Vezza le cambiarono nome, le misero nome via del Lavoro, ne rimase una parte che arrivava alla ferrovia. Non si poteva passare perché era caduta qualche bomba. La parte laterale era saltata, ma per far prima ad arrivare in via Zamboni o via di seguito si passava di li. Apro una parentesi. Finita la guerra c’erano delle gran feste, il ritorno dei prigionieri in Germania eccetera, però c’era sempre una mentalità che non andava bene. Due ragazzi si dovevano sposare, ma i genitori non volevano. Cosa succede? Succede che questi due ragazzi, vedendo che questo matrimonio non poteva essere risolto, si buttano sotto al treno e arriva la croce rossa, arriva quelli che raccolgono… perché sotto al treno puoi capire com’erano diventati. cercano la testa, e non la trovano. Apro una parentesi, finita la guerra c’erano delle gran feste che invitavano tutti, invitavano anche persone che non conoscevano, facevano queste feste nelle mura di Bologna. Invitarono anche Jerry Lewis che si presentò: “Ah come stai? Come sei bello!”, allora nei palazzoni di via del Lavoro (adesso, via Vezza di una volta) c’era uno che lo chiamavano Barbera: erano più i giorni che era ubriaco di quelli che non lo era. E invitarono anche lui. E lui alla sera, lo raccontava poi la gente, andò in via Vezza e attraversò le rotaie. Mentre attraversava le rotaie si guardò in giro, vide come un ciuffo d’erba, andò lì la prese, tirò su: era la testa! Lui era ubriaco non ci fece nemmeno caso, gli disse: “Ti invito anche a te alla festa!” e poi l’ha buttato lì. Arrivò alla festa, a un certo punto per farla breve sentirono bussare alla porta. Allora non c’erano i campanelli, Barbera disse: “Ai vag me, magari l’è la testa!”. Apre la porta guarda non c’è nessuno. Abbassa gli occhi, la testa è lì: “Chiudi la porta!”. Tavoli, armadi, tutto contro la porta. Si spegne la luce, si riaccende la luce, i mobili sono tutti a posto e il Barbera non c’è più. Lo stanno ancora cercando. Non so se c’è, ma credo che l’abbiano scritta anche su ‘Bolero film’.

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