Accelerare rallentando. La memoria ‘sotto pressione’

È una delle domande che mi viene rivolta più spesso: come sia possibile accelerare i processi di memorizzazione per velocizzare lo studio. A parte il luogo comune, secondo cui l’arte della memoria debba per forza servire allo studio, e non più semplicemente ad amministrare il nostro flusso di coscienza, in realtà questa domanda ne implica un’altra, più insidiosa: la domanda così posta ha davvero un senso? Quando si vuole imparare qualcosa, l’ansia non viene dalla quantità di materiale su cui dobbiamo lavorare, quanto piuttosto dal doverlo fare (o dal volersi ostinare a farlo) nel più breve tempo possibile: il pensiero veloce, insegna Khaneman tende a rimanere in superficie e dunque aumenta l’insicurezza, non la riduce. Ma allora, come si alleggerisce questo benedetto carico d lavoro? Non accelerando il processo di memorizzazione, ma al contrario distribuendolo nel tempo: per quanto possa sembrare controintuitivo, studiare a più riprese dà risultati più solidi e duraturi nel tempo, distanziando le sessioni e mantenendone stabile la frequenza. In altre parole si accelera rallentando.

Molti suggeriscono di capire prima bene le cose che si vogliono imparare e solo alla fine memorizzarle, la mnemotecnica interverrebbe solo dopo aver già imparato le cose: questo è corretto solo in parte, poiché se da un lato riflettendo sul significato di quel che desideriamo imparare contribuiamo ad approfondirne e radicarne la comprensione, dall’altro però è anche vero che la memoria naturale non aspetta la fine dello studio, per mettersi al lavoro, è anzi costantemente all’opera e soprattutto, per lo più inconsapevole. Meditando sulle immagini di memoria spontanee, quelle che affiorano sotto forma di figure, suoni, sensazioni “rievocate in tranquillità”, imparando a coglierle quando affiorano, possiamo stabilizzarne il flusso.

Le osservazioni qui fatte si ripercuotono su molti aspetti della memoria che non stiamo qui ad approfondire per non creare ulteriore confusione; diremo semmai che il miglior modo per accelerare il processo di memorizzazione abbattendo l’ansia da prestazione, è proprio dilazionare le sessioni di studio, diluirle nel tempo, pianificarle in brevi arcate con pause frequenti, affiancarvi una pratica d’introspezione soggettivante per lasciare che le informazioni acquisite riverberino nella coscienza, riaffiorando spontaneamente. Il miglior modo per accelerare il processo di memorizzazione è insomma rallentarlo.

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