Quella volta che il morto parlò nel reparto di medicina legale. Intervista a Giuseppe Giardina. Una storia vera.

Quella volta che il morto parlò
nel reparto di medicina legale

Una storia vera.
Intervista a Giuseppe Giardina
a cura di Federico Berti

In collaborazione con
Villa Maia, Monghidoro

A Bologna in via Irnerio una volta c’era la medicina legale. Stranamente tutte le notti spariva qualcosa, una gamba, un braccio o anche altre cose che non sto a raccontare. Han messo due guardie, vestite eccetera come il Comune veste le persone che lavorano in certe posizioni. A mezzanotte uno dei due andava in un osteria lì vicino a prendere il mangiare, perché mangiavano a mezzanotte. allora uno dei due, per fare uno scherzo, cos’ha fatto? Gli ha tolto via la giacca, il cappello, l’ha indossato lui e poi si è messo dentro. Il morto lo ha messo a sedere. L’altro è tornato col pasto della mezzanotte, ha visto ma col buio che c’era non guardo bene e disse: “Oh stanotte i han fàt i turtelin”. E il morto sopra gli rispose: “Bene, ca magnain incosa”. Quello dice: “Ma come parli?” lo guarda bene e vede che è il morto. Allora è svenuto, e quello che s’era messo nella cassa ha dovuto fare un lavoro incredibile col badile per spalare via tutta la popò che s’era fatto addosso.

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