La faccia di dentro. L’uomo che non voleva invecchiare

Nei Racconti romani di Moravia si trova un’ampia varietà di personaggi del tutto ordinari, dal barbiere, all’autista al cameriere, personaggi descritti con un realismo solo apparente, che vorrebbe farsi credere sciatto, trasandato, ‘popolare’ ma è di una raffinatezza tutta borghese. Odiosi nella loro mediocrità, quasi sempre in malafede, intimamente falliti, i personaggi di questo racconti son solo pedine di uno straordinario gioco combinatorio, nel quale vizi, debolezze, fragilità, vengono finemente messi in ridicolo, astraendoli dal loro tempo e rendendoli immortali. Una di queste debolezze, attualissima, è quella dell’uomo che non accetta d’invecchiare e continua guardare sé stesso a quaranta, cinquant’anni, con gli stessi occhi di quando ne aveva venti, trenta di meno, rendendosi ovviamente ridicolo.

Luigi, barbiere, arriva a prenderne coscienza elaborando una teoria a questo proposito, quella della faccia di dentro e quella di fuori: quest’ultima è sfigurata dal tempo, sull’altra il tempo non passa, come sul volto stregato di Dorian Gray. Quando vede una donna, il tapino è convinto di mostrargli il volto di dentro, ma da fuori appare nel suo vero aspetto. Si accorge dello scarto una volta che, durante una gita al mare con la nuova, giovane manicurista della bottega in cui lavora, si sente apostrofare da uno sconosciuto sul treno come “vecchio stupido” e rimane più offeso dal primo epiteto che dal secondo: nello specchio della cabina allo stabilimento balneare, si guarda per la prima volta con occhi diversi: pancia e collo molli, il bianco nei capelli, gli parlano come lo specchio fatato alla strega di Biancaneve.

Il racconto ha un guizzo quando la ragazza, qualche tempo dopo quell’incontro, finisce per mettersi con un uomo persino più grande di Luigi e questo, paradossalmente, dà sollievo al protagonista: non gli è stato preferito uno più giovane e nemmeno più bello di lui, non è dunque per l’età che è stato rifiutato. L’illusione può continuare, come sempre nessun riscatto, nessuna reale evoluzione, i pezzi del gioco ritornano tutti nella scatola e il lettore è pronto per un altra scenetta.

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