‘Li Strologhi, ovvero i Re Magi. Satira, poesia. Sonetti romaneschi.

Avvia la riproduzione del video qui sopra per trasmettere in radio questa satira in vernacolo romanesco dedicata al presepe vivente. Leggi il testo della poesia e la favola in prosa per il pubblico non adulto

‘Li Strologhi,
ovvero i Re Magi

Satira, poesia
Sonetti romaneschi

di Federico Berti

Da’e parti de via Sannio all’Asinaria
armàreno er prisepio coll’attori
tra nani, ballerine e sonatori
de scena ar tabbarìno d’arte varia.

Li quattro fattucchieri dall’Oriente
chiedettero a’na vecchia filistina:
“Ndo’ sta de casa quéla regazzina
che sgravò ‘nta ‘na stalla fatisciente?

Dicette lei: “Guardàtive d’intorno,
de rifuggiàti co’le pezze indòsso
ne trovi a mille prima che fa ggiorno

Quer po’ dde pelle appiccicata all’osso
nun pònno né partì’ né fa’ ritorno
er pupo ‘n braccio e la cuperta addosso”

Glossario
Romanesco

Da’e parti: nei pressi
Asinaria: San Giovanni in Laterano, Roma
Armàreno: allestirono, organizzarono
Prisèpio: presepe
Tabbarino: Spettacolo di varietà
Fattucchieri: Re Magi
Filistina: palestinese
Regazzina: ragazza
Sgravò: partorì
‘Nta ‘na: in una
Fatisciente: fatiscente
Dicette: disse
Gardàtive: guardatevi
Rifuggiàti: rifugiati
Co’le pezze: con gli stracci
Indòsso: addosso
‘Dde: di
Pònno: possono
Porta Asinaria a Roma, dove ogni anno viene allestito un presepe vivente fra i più conosciuti nell’Urbe. In questa poesia immagino un dialogo fra il personaggio della Vecchia e i Re Magi venuti dall’Oriente.

I quattro Re Magi
dall’Oriente

Versione semplificata
per il pubblico non adulto

Quando nascette Cristo nella stalla, vennero dall’oriente i sacerdoti di un dio molto antico, erano astronomi e sapienti che scrutavano le stelle per ricavare pronostici dal loro comportamento. Nessuno sa quanti fossero per davvero, né da dove venissero, però mia nonna nel presepe ne metteva quattro, di cui uno era donna. Insomma successe questo fatto a Porta Asinaria, dove sta San Giovanni in Laterano, dove si fa ogni anno il presepe vivente. Una volta la parte della vecchia signora che indica la grotta di Betlemme, la prese un’anziana donna venuta sul serio a rifugiarsi in Italia dalla Palestina. Non era cristiana, né musulmana, né ebrea, della religione s’interessava poco, però le piaceva prestare servizio volontario nelle cose del quartiere dove abitava e dove s’era molto ben integrata con le persone del posto. Quando fu il momento stabilito dall’allestimento della sacra rappresentazione, i re Magi le fecero la fatidica domanda: “Dove sta di casa quella ragazzina povera che ha partorito in una stalla?”. Lei le rispose che a guardarsi bene intorno, ne avrebbe trovate a mille e prima che facesse giorno, che Roma è piena di poveracci senza fortuna a cui non è permesso restare né partire, col bambino in braccio e una coperta per scaldarsi la notte, che molte delle case in cui vivono sono fredde e inospitali, come le stalle per gli animali. Penso che quel natale se lo ricorderanno tutti nel rione.

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