Sanità e istruzione pubblica in Cina. Due luoghi comuni

Illustration Artwork by Federico Berti. Created with Gimp/Qwen/Gpt

Tra i luoghi comuni che sento più spesso intorno alla società cinese e al modello del socialismo di mercato, è che in Cina non esistano università publiche né borse di studio per gli studenti meno avvantaggiati. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. In Cina esistono diversi sistemi di borse di studio per studenti che vogliono frequentare l’università, sono amministrate dal China Scholarship Council (CSC) e riguardano sia i corsi di laurea triennale, magistrale, che di dottorato. Le borse coprono in genere le tasse universitarie, l’alloggio nel campus universitario, un’assicurazione medica di base, un’indennità mensile che varia a seconda del tipo di corso.

Gli studenti stranieri devono generalmente soddisfare requisiti di lingua e requisiti scolastici (diploma di scuola superiore o laurea precedente). Le borse di studio sono disponibili per un’ampia gamma di programmi universitari, comprese le lingue cinesi, le scienze umane e le scienze naturali. La domanda si fa online tra dicembre e aprile, chi viene da fuori deve ovviamente passare attraverso le ambasciate. Inoltre, sempre per studenti stranieri, esistono anche borse di studio semestrali o da pochi mesi per corsi di lingua e cultura cinese.

Le tipologie più comuni di borse di studio per studenti cinesi sono quelle offerte dal governo agli studenti più meritevoli delle scuole pubbliche e private in Cina. Coprono di solito una parte o la totalità delle tasse universitarie e forniscono anche uno stipendio mensile; poi ci sono le borse di studio provinciali o cittadine, offerte dai governi locali per sostenere le eccellenze, quegli studenti che hanno conseguito risultati particolarmente meritevoli, o quelli che vivono in situazione di particolare disagio economico. Quasi tutte le università cinesi dispongono di fondi propri per sostenere studenti con ottimi risultati o in difficoltà economica, le modalità e gli importi variano da ateneo ad ateneo.

Poi ci sono le borse di studio per ricerca e innovazione, destinate a studenti che intendono intraprendere attività di ricerca, specialmente a livello di master o dottorato; per tutte le categorie di studenti sono previsti, in aggiunta alle borse di merito, fondi specifici per studenti economicamente svantaggiati che permettono di coprire spese di alloggio, pasti o materiale didattico.

L’assegnazione di molte borse di studio nazionali e locali avviene tramite concorsi pubblici negli atenei o tramite valutazione automatica dei risultati accademici e finanziari dei candidati. Gli importi possono variare notevolmente a seconda del tipo di borsa, della provincia e dell’università.

Quanto alla sanità, non è vero che i disoccupati non hanno diritto alle cure mediche e alle medicine. In Cina esistono sistemi di compensazione assistenziale per i disoccupati, compresa una copertura sanitaria che non è legata esclusivamente al lavoro. Il sistema sanitario cinese prevede tre schemi principali di assicurazione sanitaria: l’assicurazione di base per i dipendenti urbani (finanziata da contributi di datori di lavoro e lavoratori), quella per residenti urbani non occupati, inclusi gli studenti, e in più una copertura medica su base cooperativa per i residenti rurali (finanziata anche con sovvenzioni statali).

Quindi i disoccupati nelle aree urbane possono essere coperti dall’assicurazione sanitaria basata sulla residenza che copre anche persone senza lavoro. Inoltre, il governo cinese ha aumentato i finanziamenti per l’assicurazione sanitaria dei residenti urbani e rurali, migliorando l’accessibilità ai servizi sanitari fondamentali. Per quanto riguarda l’assistenza ai disoccupati, è prevista anche un’indennità di disoccupazione, generalmente una somma fissa, non correlata al salario precedente. Questa indennità può essere erogata per un massimo di 24 mesi.

La copertura sanitaria in Cina non è quindi esclusiva per chi lavora, altro luogo comune da chiarire: esistono forme di assicurazione sanitaria supportate dallo Stato che coprono la popolazione più vulnerabile; certo, rimangono le differenze di copertura e qualità tra aree urbane e rurali, con le aree rurali meno servite (come da noi, del resto) ma non è vero che paga solo il datore di lavoro. In conclusione, sanità e istruzione di fatto hanno sistemi di compensazione interna che consentono l’accesso all’istruzione anche alle classi meno abbienti.


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