Proverbi sulla Fortuna. Ritornelli in terza rima.

Ritornelli in terza rima tratti dal
Florilegio di Federico Berti

A chi mal fa mal vada il malintento
e il mal che ha fatto il vento gli riporti:
chi mal non fa non tema il malcontento.

Al sommo bene il pescator si appiglia
e la sua nave condurrà nel porto,
se al bene sommamente si consiglia.

Chi benestante se ne sta in finestra,
e chi la vita rischia appeso a un filo
per pochi spicci e un piatto di minestra.

Chi nulla fa per nulla mai fallare,
è vinto dalla vita già in partenza,
sconfitto prima ancor d’incominciare.

Col suo telaio dalle trame spesse
la vita è una filanda sconfinata
che l’uomo ordisce e la fortuna tesse.

Colui che ciecamente al caso affida
la cieca sorte che del caso è figlia,
la sua carrozza un cieco avrà per guida.

Colui che non si mette alla ventura,
ventura non avrà per grazia piena
non ha ventura chi non s’avventura.

Dal cielo aspetta quella mente tocca,
che piovano uva passa e fichi secchi
e che le cada lo spumante in bocca.

Dal cielo la risposta invano attende
colui che non sa porre il suo quesito,
chi cerca trova e chi domanda intende.

Dice che San Vicenzo fa il teorema,
un terno al mese ed un marito all’anno,
giocarlo o non giocarlo è un tuo problema.

É lento a disbrigar le sue faccende
e ben che vada può arrivar secondo
chi altrui la mano ad imboccarlo attende.

Fortuna cieca non sa dar consigli,
ma ciecamente gira la sua ruota
e può accecare gli occhi dei suoi figli.

Gli eventi a volte incombono sovrani
quando natura vuole che lo sia,
se non è oggi lo sarà domani.

Il pubblico assiepato sul recinto,
pronostica e scommette sempre invano
a bocce ferme si saprà chi ha vinto.

Non disperarti dopo una caduta,
non crogiolarti nella tua disgrazia,
la provvidenza aiuta chi si aiuta.

Non perdere il mordente e la costanza,
quando ti sputa in faccia la fortuna
tu devi coltivare la speranza.

Non rinunciare al poco per il molto,
non puoi saper la ruota come gira,
se l’uno o l’altro non ti venga tolto.

Non vivere sperando nel colpaccio,
non mettere il guinzaglio alla fortuna
che se lo toglie te lo mette al braccio.

Se i tuoi covoni sono ben legati
e hai riparato il tetto del fienile,
del vento non temere gli ululati.

Se la fortuna può ingannar l’istinto
la malasorte è stimolo all’ingegno,
t’insegna come uscir dal labirinto.

Se non lo sai è tempo di capire
che al tuo destino stai andando incontro
per quella via da cui lo vuoi fuggire.

Siamo come le pulci sul somaro,
cui basta una scrollata solamente
se a quel prurito porre vuol riparo.

Sì come insegna quell’antico detto,
se la fortuna è capricciosa e cieca
la mala sorte ha l’occhio di un falchetto.

Talvolta la fortuna istupidisce
e par che mostri solo il suo rovescio
agli occhi di colui che favorisce.

Travolto dai marosi del destino,
chi annega nell’abisso sconfinato
si afferra disperato ad ogni spino.

Trova la via del porto anche un relitto
se il vento soffia per il verso giusto,
la barca storta naviga per dritto.


Approfondimenti


Proverbi sull’Acqua
Proverbi sull’Abbondanza
Proverbi sul Cambiamento
Proverbi sul Cielo
Proverbi sulla Fortuna
Proverbi sulla Prosperità
Proverbi sulla Terra

Condividi