Alimentare a batteria un pianoforte elettrico. Street art tutorial.

generatore di corrente fotovoltaico, pannello solare
Generatore fotovoltaico, nelle sessioni di strada puoi chiudere i pannelli, diventa un semplice cubo. Questo tipo di alimentazione è adatta a spettacoli molto grandi, non è consigliabile per il cappello.

Fotovoltaico per
artisti di strada

Generatori e
accumulatori

STREET ART
TUTORIAL

Per saperne di più:
Federico Berti
“Gli artisti di strada
non sono mendicanti”

ISBN: 9788828317302

Scarica il
Pdf | Epub

Ringrazio tutti per le domande che continuano ad arrivarmi, se non rispondo subito è perché voglio dedicarvi l’attenzione che meritate, scrivo tra un cappello e l’altro abbiate pazienza. Il tema di oggi è come alimentare niente meno che un pianoforte elettrico in strada, se vada bene il classico binomio batteria automobile e invertitore che molti artisti di strada usano comunemente. Ognuno fa come crede e l’arte di arrangiarsi a volte dipende anche da quanto puoi permetterti di spendere, ma la tecnologia procede a ritmi talmente veloci che ti consiglio di tenere d’occhio la data in cui ho scritto questo articolo, domani potrebbe essere già superato.

ALIMENTARE IN STRADA
UN PIANOFORTE

Il grande cantastorie Adelmo Boldrini di Modena si lamentava una cinquantina d’anni fa che da giovane bastava uno solo col mandolino sul marciapiede a fermare la gente, mentre già nel primo dopoguerra non servivano allo scopo fisarmonica, clarinetto, chitarra e batteria, si doveva mandare una bella ragazza a vendere i fogli volanti, secondo lui col tempo abbiamo finito per essere ‘viziati’ da tutta questa musica moderna.

Riletto al giorno d’oggi l’aneddoto fa sorridere, perché l’arte di strada nell’epoca della sua riproducibilità tecnica ha finito col portare in piazza pianoforti, casse da 100 Watt e garage bands al completo. Ad ogni modo non si torna indietro, possiamo traslocare nell’isola pedonale anche tutta la nostra sala d’incisione se vogliamo, basta capire bene come funzionano le normative e scegliere il sistema più adatto alle nostre esigenze reali, senza crearci dei falsi problemi. Soprattutto, prendere coscienza che la complessità va sempre a danno dell’indipendenza e della libertà come vedremo tra poco.

Se vuoi suonare il pianoforte elettrico in una delle moderne passerelle prenotabili online con la piattaforma Arthecity promossa dalla Federazione Nazionale Artisti di Strada non hai bisogno di richiedere il suolo pubblico, ma le prospettive di monetizzare il tuo spettacolo e la promozione dell’immagine forse ne risentiranno un poco dal momento in cui la stessa piattaforma è disponibile per chiunque altro voglia farne richiesta e consente a tanti artisti di esibirsi in contemporanea con te, a pochi passi dalla tua postazione: molto meglio prenotarti uno spazio dove non hai nessun’altro a contenderti l’attenzione del pubblico, anche se meno frequentato.

Se sei alle prime armi tuttavia, la piattaforma virtuale può darti l’opportunità di fare esperienza guadagnando un poco di visibilità, come dire meglio di niente; volendo suonare quel tipo di strumento al di fuori delle piattaforme, devi richiedere un permesso apposta e pagare un plateatico, di norma all’ufficio tributi del comune specificando che non hai attrezzature inamovibili e dunque non sei una compagnia di spettacolo viaggiante; non ti consiglio di adoperare un pianoforte elettrico per esplorare zone nuove rinunciando alla legalità perfetta, nel caso avessi problemi potrebbero sequestrartelo, sarebbe un danno economico rilevante.

TASTIERA A BATTERIE

Quando analizzi un problema, ti suggerisco di osservarlo da tutte le possibili prospettive, può darsi che qualcun altro nel mondo abbia già risolto il problema e che il mercato sia riuscito ad assorbire l’innovazione. Se da una parte comprendo che il video del clochard che suona il pianoforte alla stazione ha riscosso un notevole successo in rete, non è detto che che la soluzione ideale per te sia proprio un pianoforte elettrico, forse una semplice tastiera a batterie può fare al caso tuo con 6 pile alcaline che ti daranno autonomia di 2-3 ore con riserva in borsa, ad esempio la Casio XT-C700.

Non è lo stesso suono lo sappiamo benissimo, anche da un punto di vista scenografico l’effetto sarà molto diverso eppure come avrai imparato sulla strada la maggior parte delle persone non si accorgerà della differenza o non apprezzerà in modo particolare la tua scelta, come vedremo nel dettaglio più avanti. Quando progetti un impianto per il busking valuta il rapporto fra lo sforzo, l’investimento che fai e il risultato reale che puoi aspettarti di raggiungere con quella soluzione.

BATTERIA E INVERTITORE

La maggior parte degli artisti di strada adopera ancora lo stesso tipo di equipaggiamento introdotto nel’arte di strada all’epoca di Otto & Barnelli e Beppe Maniglia, vale a dire le batterie dell’automobile o delle motociclette, con alimentazione a 12 volts e invertitore di corrente da campeggiatori; un sistema reso ormai obsoleto dalle innovazioni della tecnologia nell’alta fedeltà e nel digitale: quel metodo presentava infatti due problemi, il primo è che l’onda triangolare prodotta dagli accumulatori per veicoli a motore non si adatta alla strumentazione musicale, produce fastidiosi ronzii e potrebbe addirittura danneggiarla, gli invertitori di solito sono pensati per il campeggio, non per lo spettacolo, quindi non offrono prestazioni tanto elevate a meno di non spendere veramente cifre considerevoli.

Il secondo problema è che gli impianti fai da te non hanno la certificazione di conformità e questo potrebbe crearti dei problemi in caso di controversie, com’è accaduto in qualche caso agli artisti di strada multati nelle zone cosiddette liberate; inoltre l’asfalto bagnato, l’umidità nell’aria, le temperature elevate o il freddo, persino il vento, o nel peggiore dei casi un bambino che non sa tenere le mani a posto, finiscono per farti passare dei brutti quarti d’ora, com’è accaduto a me vent’anni fa quando il morsetto della mia batteria ha preso letteralmente fuoco. Per fortuna, non hai più bisogno di sistemi come questo, anche se come vedremo aggiornarsi non è proprio a buon mercato.

GENERATORI DI CORRENTE

Una volta l’alternativa alle batterie dell’automobile era il gruppo elettrogeno a gasolio, lo stesso adoperato da molti venditori al mercato, il quale però aveva un doppio inconveniente: inquinava con i suoi gas di scarico e disturbava la quiete pubblica essendo molto rumoroso. Oggi esistono diversi prodotti che adoperano invece batterie al litio, sono veloci da ricaricare e puoi servirti comodamente di qualsiasi presa a tua disposizione per ripristinarlo, anche quella di un bar o dell’autogrill. Il vantaggio di questo sistema è che oltre al minore impatto sull’ambiente e alla praticità nell’impiego, offre anche una certificazione di conformità, nei modelli più avanzati alimenta la tua strumentazione con onda sinusoidale, risolvendo il vecchio problema del ronzio e dei suoni inscatolati. E’ inoltre pensato proprio per la portabilità, non devi montarlo e smontarlo ogni volta.

Nel caso specifico non fermarti alla prima soluzione, il progresso tecnologico a volte è quasi più veloce della nostra immaginazione, se anche solo dieci anni fa un pannello solare da campeggiatore non poteva alimentare più che un piccolo televisore e una lampadina, ora abbiamo degli accumulatori che arrivano a rilasciare energia a 220 volts sufficiente anche per il tuo pianoforte elettrico, dandoti la possibilità di scegliere le dimensioni dell’impianto, la quantità di batterie, persino di portare con te un ricambio, ti suggerisco in particolare i prodotti della serie I-Kubes compatti e pensati per la vita del camperista, quindi trasportabili nel bagagliaio di una macchina. Inutile dire che se hai deciso di portarti in strada uno strumento come il pianoforte, forse l’ingombro di un piccolo cubo fotovoltaico non rappresenterà per te un problema rilevante. Nelle sessioni di strada puoi chiudere i pannelli e usare il cubo per esporre le tue pubblicazioni o il cappello per la raccolta delle offerte.

COMPLESSITA’ E INDIPENDENZA

Come ho anticipato all’inizio dell’articolo, il vero problema di questi sistemi è nel loro costo elevato: una regola fondamentale che ogni artista di strada impara fin dai primi passi è che la complessità va sempre a danno dell’indipendenza e della libertà, ogni strumento in più nel tuo equipaggiamento rappresenta un costo di produzione che potresti non riassorbire in tempi brevi lavorando a piazza morta e può comportare l’obbligo di richiedere permessi, presentare certificazioni, col tempo diventa più la fatica del gusto.

Per quanto ne so molti buskers portano con sé amplificazione e strumenti da diverse migliaia di euro, ma quante sessioni ti serviranno per assorbirne il costo? E soprattutto, questo forse il vero problema, quanto tempo passerà prima che qualcun altro riprenda il tuo sistema secondo la logica della competizione fra poveri, costringendoti a investimenti sempre nuovi? In buona sostanza, quanto potrà durare il tuo pianoforte prima che l’usura lo consumi o il progresso lo renda obsoleto?

Il mio punto di vista a riguardo è che l’arte di strada possa dare il meglio di sé proprio nel perseguire il minimalismo, la portatività, l’assenza di vincoli o permessi, certificazioni e competizione: quando lavori a contratto la logica è inversa, presentarti con lo strumento buono,  dare il massimo anche in termini di produzione, rappresentano un biglietto da visita per il tuo datore di lavoro, ma quando vai a cappello sono convinto che un charango sfondato, magari tenuto insieme col nastro adesivo, possa dare molto più che un service audio ad altissimo livello.


gigi russo artisti di strada

In conclusione, nulla ti vieta di traslocare in piazza anche tutta la sala d’incisione, ma valuta sempre le prospettive a lungo termine, l’usura degli strumenti in rapporto al loro costo e alle concrete possibilità di monetizzazione. Inoltre, quando possibile adopera sistemi integrati, testati e certificati, portando con te sempre la documentazione perché potrebbero chiedertela. In ogni caso, la complessità va sempre a danno dell’indipendenza e della libertà.


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