La figlia di Albione. Una satira di Cechov sul razzismo
Fenomenale questo racconto di Cechov. Una satira umoristica, ma anche irritante e in definitiva patetica, sul razzismo. Un aristocratico russo a pesca con la sua governante inglese, parlando con un amico venuto a trovarlo in riva al fiume, dice della donna cose orrende, chiamandola nei modi più infamanti, in sua presenza. L’uomo è convinto che lei non possa capirlo, ma dai suoi gesti, dall’intonazione della voce, da altri dettagli non verbali, lei è perfettamente consapevole degli insulti che le rivolge.
Per comprendere a fondo questo racconto, si dovrebbe tener presente che Cechov era di origine ucraina e risentiva in modo positivo delle influenze europee che stavano penetrando in parte dell’impero russo, al contrario di Pushkin che ironizzava su questes stesse mode nei “Racconti di Belkin”. Temi come si può vedere attualissimi.