Federico Berti Racconti, La lupa. Racconto breve (2026)
Questo racconto nasce in risposta alla contestata decisione, da parte di alcuni enti pubblici, di appaltare alle associazioni dei cacciatori la selezione e gli abbattimenti di cervi, caprioli, cinghiali, lupi, suscitando le condivisibili perplessità nelle associazioni animaliste, che hanno messo in evidenza il conflitto d’interesse implicito nel cacciatore. Ogni riferimento a fatti, personaggi o cose realmente esistenti, è puramente casuale, il racconto è di fantasia. L’unica ad esistere davvero è la lupa zoppa a capo di un branco in Toscana, di cui si è parlato nella stampa regionale di queste settimane. Se vi ricordate, ne abbiamo parlato anche su questo canale, dove ho condiviso parti delle prime stesure man mano che lo scrivevo. Ecco la versione definitiva.
Per chi sta seguendo le dirette il personaggio del bracconiere è costruito intorno alla carta del Licaone nei tarocchi mobili di Giordano Bruno, simbolo della violenza, della crudeltà, della tirannia, della duplice natura umana e ferina insita nell’uomo. La scena del banchetto è quella propria del mito di Licaone, che invita Zeus a banchettare con la carne delle sue vittime umane. Qui il simbolo è contestualizzato nel presente, dove il sacrificio umano è sostituito da quello, non meno crudele, del sacrificio animale. Il testo letterario si ispira tra l’altro ai racconti di caccia in Maupassant e Turgenev, che pure ho letto su questo canale.