Dvořák, gli Spirituals e il Ragtime. La nuova musica sinfonica americana.

Antonìn Dvořák,
gli Spirituals e il Ragtime

Per una nuova musica
sinfonica americana

Articolo di Federico Berti

Dvořák a New York

Nel ripercorrere la storia del ragtime noi si può prescindere dai grandi compositori europei che ne sono stati protagonisti. Il primo fra questi è Antonìn Dvořák, che per tre anni dal 1892 al 1895 è stato direttore del Conservatorio Nazionale a New York, negli Stati Uniti, proprio negli anni in cui la musica afroamericana iniziava a prendere coscienza. E’ interessante rilevare che la condizione da lui posta, nell’accettare questo incarico, fosse che nativi americani e afro-americani talentuosi, ma privi dei mezzi economici per potersi permettere di studiare, fossero ammessi gratuitamente alla scuola. L’episodio testimonia il nuovo atteggiamento nei confronti della società multietnica in via di trasformazione dopo gli anni della guerra civile.

E’ nel periodo newyorkese che Dvořák intrattiene un’amicizia profonda e molto significativa per la sua vita, con il compositore nero Harry Burleigh, autore e interprete di Spirituals al quale lui stesso dà lezioni gratuite di composizione. Proprio com’era accaduto pochi anni prima allo stesso Joplin, che aveva ricevuto la prima formazione musicale da un insegnante di musica tedesco, anche in quel caso gratuitamente. Non siamo dunque di fronte a una presa di posizione personale, ma evidentemente a un’idea di giustizia condivisa da molti in quegli anni. E’ in quel periodo che scrive la sua opera più celebre, la Sinfonia del Nuovo Mondo, percorsa da queste suggestioni.

Ritratto di Antonìn Dvořák, che fu direttore del Conservatorio Nazionale a New York fra il 1892 e il 1895

La musica del Nuovo Mondo

Dvořák, il compositore europeo immigrato nel paese dei migranti, dichiarò pubblicamente che il futuro della musica ‘colta’ americana andasse rifondato su quelle che allora venivano chiamate allora Negro melodies, non era a suo parere possibile fondare una scuola di composizione negli Stati Uniti che non fosse sviluppata a sull’incontro fra musica europea e afro-americana. Il nuovo direttore del conservatorio nazionale affermò senza mezzi termini che l’America dovesse imparare e prendere ispirazione da quelle stesse persone che fino a quarant’anni prima aveva soggiogato.

Fu molto criticato per questo e in parte rifiutato, disse poi Joann Fallette, direttore della Filarmonica di Buffalo, che diresse la Sinfonia del Nuovo Mondo più volte. Dvořák andò ancora più a fondo nel suo radicalismo, scelse un nero come assistente, convinto che se lui avesse aiutato quel giovane artista egli stesso avrebbe aiutato lui a comprendere il vero spirito di quella che avrebbe dovuto poi diventare la musica ‘classica’ americana. La sua direzione al Conservatorio durerà solo tre anni, nei quali lascerà un segno profondo nella cultura del ‘sogno americano’.

La profezia di Dvořák

Negli spartiti delle sue Humoresques per piano solo, alcune delle quali successivamente arrangiate nello stile del ragtime, si trovano annotazioni che testimoniano l’interesse manifestato da Dvořák per la musica di strada, per i nativi e per gli afro-americani: titoli e sottotitoli come “Marche funèbre” ispirata alle marching bands dei suonatori neri, o People singing in the street e l’idea di un’opera mai realizzata, Hiawatha, dal nome di uno storico condottiero della confederazione irochese vissuto nel XVIII secolo.

Questa visione di una nuova musica sinfonica americana, rifondata dal compositore ceco in quei pochi anni di permanenza a New York, sarà alla base dell’ispirazione di George Gershwin nel Porgy and Bess, che darà alle stampe pochi anni più tardi il più grande capolavoro del jazz melodico d’oltreoceano, Summertime, ispirato alla ‘profetica’ visione di Dvořák.

Joseph Horowitz dedicherà un saggio a quella che da quel momento verrà definita la ‘profezia di Dvořák’, in un testo fondamentale per comprendere la musica sinfonica del Novecento nel nuovo mondo e la stessa nascita del jazz, Dvorak’s Prophecy: And the Vexed Fate of Black Classical Music, nel quale approfondirà l’influenza avuta dalla visione del compositore ceco sulla musica prodotta successivamente negli Stati Uniti, come il Ragtime, gli Spirituals e le Marching Bands abbiano trasformato radicalmente il modo di comporre musica nella prima metà del secolo.

Non solo bordelli e locali malfamati insomma. La civiltà musicale afro-americana è stata protagonista della fondazione stessa di una musica sinfonica autenticamente americana, che ha potuto staccarsi dai moduli europei trovando una propria connotazione originale proprio nella sua identità di nazione multietnica e multiculturale, nata dall’abolizione della schiavitù e dal riconoscimento dei diritti a quegli stessi popoli che per tre secoli aveva sterminato e oppresso.

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