F. Berti, “Araucaria”. Cueca. Ispirata all’Araucaria di Pablo Neruda. Spartiti per orchestra. Scarica Pdf.

Araucaria

Parole e musica di
Federico Berti

Spartiti per pianoforte,
chitarra, mandolino
marimba, clarinetto,
flauto traverso,
contrabbasso

Ispirata all’Araucaria
di Pablo Neruda

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L’Araucaria di Neruda

l’Araucaria è una pianta caratteristica della Patagonia. Viene considerata ancora oggi il ‘pane dei poveri’, le terre dei Mapuche venivano chiamate con disprezzo dagli europei Araucania, come dire: la terra dei mangiatori di pinoli. Ha nutrito il popolo Mapuche durante le guerre con i conquistadores spagnoli. Pablo Neruda ha dedicato a questa pianta e alla resistenza delle popolazioni native dell’America ‘Latina’ una poesia, l’Ode all’Araucaria dell’Araucania. E’ l’ultima che ha scritto a poche ore dal golpe di Pinochet. Un inno alla libertà. Ho adattato il testo al ritmo della Cueca, un ballo molto amato dai Chinchineros cileni.

LEGGI LA POESIA ORIGINALE
P. Neruda, Ode a l’Araucaria de l’Araucania

Il mio libero adattamento
per questa canzone:

Hermosa Araucaria
De los australes montes
Armados los guerrieros
Y sus caballos de la Castilla
Armados lo guerrieros
Iban diezmando la tu familia

Desnudos los heroes
Cuchillo in pedra parda
En los tambor sagrado
La voz del fuego en la batalla
En la corona verde
de l’Araucaria en Araucania

Entrégame
Resistencia y
raìces de amor
Entrégame
Dame l’armas
en mi corazon
Contra la envidia
Contra el desacato
Contra la invasìon
Contra la codicia

Yo voi con
Las bandieras
Luz de l’aurora
Luz de l’arena
Yo voi con
Las bandieras
Los valeroso
Pueblo d’amor

La crus, la espada, el hambre
la muerte replegando
Las lanzas de la selva
Terror d’un golpe
Son reunida
Las lanzas d’Araucania
De bronce espinas
Es nuestra vida

Entrégame
Resistencia y
raìces de amor
Entrégame
Dame l’armas
en mi corazon
Contra la envidia
Contra el desacato
Contra la invasìon
Contra la codicia

Yo voi con
Las bandieras
Luz de l’aurora
Luz de l’arena
Yo voi con
Las bandieras
Los valeroso
Pueblo d’amor

La mia traduzione
spagnolo-italiano

Bella Araucaria
Dei monti astrali
Sono armati i guerrieri
Sui cavalli di Castiglia
Sono armati i guerrieri
Decimano la tua famiglia

Gli eroi nudi
Col coltello di pietra marrone
Nel loro tamburo sacro
La voce del fuoco nella battaglia
Nella corona verde
Dell’Araucaria dell’Araucania

Dammi
La tua resistenza
Le tue radici d’amore
Dammi
Le armi nel cuore
Contro l’invidia
Contro il disprezzo
Contro l’invasione
Contro l’avidità

Io vado con le bandiere
Luce dell’aurora
Luce della terra
Io vado con le bandiere
Coi valorosi
Del popolo d’amore

La croce, la spada, la fame
La morte in ritirata
Le lance della selva
Terror d’un golpe
Si sono riunite
Le lance d’Araucania
Con le spine di bronzo
La nostra vita


L’Araucania dei Mapuche

Questa canzone l’ho scritta in sostegno alla causa Mapuche, nei giorni in cui si torna a parlare di Benetton e della controversia internazionale con il popolo argentino, complice un governo compiacente. Se hai amici in Argentina o in Cile, mandala anche a loro. La rilancio mentre in Araucania torna la violenza come ai tempi di Pinochet, quando la poesia di Neruda è stata scritta.


ITALIANI BRAVA GENTE

Mi sono arrivate diverse lettere sulla questione del conflitto fra l’italiano Benetton e i Mapuche della Patagonia, di cui non sappiamo molto per la colpevole omertà dei media e complicità nelle violenze da parte del neofascista governo argentino. Le terre su cui ha acquisito diritti l’azienda italiana nel ’94, con l’affiliazione della Compagnia delle Terre Argentine, viola non soltanto l’articolo 75 della Costituzione argentina, che riconosceva quelle terre ai Mapuche, ma una serie di trattati internazionali sulla condotta delle indagini conseguita al recupero di alcuni fra i territori espropriati dallo stato. Ho raccolto un po’ di articoli e penso che la questione meriti un approfondimento.

Una bambina Mapuche. Popolazione originaria della Patagonia, nella regione al confine tra Cile e Argentina, da centinaia di anni oggetto di persecuzioni.

Rassegna Stampa
2016-2019

L’attuale situazione del popolo Mapuche, tra diritto all’autodeterminazione previsto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e leggi statali che criminalizzano il movimento sociale Mapuche. Approfondimento dal bollettino mensile del Servizio Giustizia e Pace.

Gruppo Caschi Bianchi a Santiago del Cile, ‘Antenne di Pace’, 15 Luglio 2010, Più in là del tuo naso. Conflitto Mapuche. Censimento del 2002, esistono in Cile 604.349 mapuche, 4% della popolazione totale, 87,3% della popolazione indigena. Nel Censimento del 1992 erano stati registrati 932.000 mapuche maggiori di 14 anni, includendo i minori si arrivava a 1.281.651 persone. Come si spiega questa riduzione drastica?

José Guzmán ‘Antimafia’, 14 Giugno 2016, La sopraffazione di Benetton sul popolo Mapuche Il recupero di terre è iniziato nel 2015 e riguardava terreni che i mapuche rivendicano alla Compañia de Tierras del Sud Argentino. I membri del movimento Pu Lof en Resistencia del Departamento Cushamen denunciano violenze durante l’arresto di sette persone tra cui un minorenne. Diversi bambini, tra cui un neonato, costretti a trascorrere la notte all’aperto con temperature sotto zero, perché la zona è stata delimitata per “non inquinare le prove”. Non possono tornare nelle loro case.

Una donna Mapuche arrestata dalla polizia cilena. Il popolo delle montagne è ugualmente oggetto di violenze nell’uno e nell’altro stato nazionale, non solo da parte dei governi conservatori ma anche da parte dei cosiddetti ‘progressisti’.

Jean Georges Almendras, ‘Antimafia’ 20 gennaio 2017, Basta dissanguare la terra dei Mapuche Quel colonialismo europeo più volte denunciato da scrittori sudamericani come Eduardo Galeano. L’intervento della Gendarmeria non è stato solo estremamente violento, ma anche illegale, eseguito senza mostrare il mandato del giudice, i detenuti fatti salire in macchine non identificabili. Dal 2007, la comunità Santa Rosa Leleque ha lottato per il diritto alle loro terre, nel 2014 l’Istituto Nazionale degli Affari Indigeni (INAI) riconobbe il loro diritto sul territorio nell’ambito della Legge 26.160 di rilevamento territoriale. Il 13 marzo del 2015 alcune famiglie hanno iniziato la “recuperación” di altri territori ancestrali del popolo mapuche nelle terre di Benetton. I lof denunciano anche l’azione di gruppi militari al soldo dei proprietari terrieri, non solo forze governative. Lo storico Ramòn Minieri scrive nel suo ‘Ese ajeno sur’ la storia della Compagnia de la Tierras del Sud Argentino, che si sarebbe appropriata illegalmente di quei territori durante il genocidio della ‘Conquista del Desierto’, quando iniziò questa svendita della Patagonia sulla pelle dei popoli nativi

Intervista a una famiglia Mapuche sulla questione dell’espropriazione conseguente alla vendita delle terre alla famiglia Benetton con la silenziosa complicità del governo argentino.

Fabio Balocco, ‘Il Fatto Quotidiano’, 13 Febbraio 2017, Patagonia, la lotta dei Mapuche contro i Benetton.
Nel 1991 la famiglia Benetton ha acquistato per 50 milioni di dollari 900.000 ettari di terre dalla compagnia Tierras De Sur Argentino, nella Patagonia argentina. Vi si allevano oggi 260.000 capi di bestiame, che producono più 10.000 quintali di lana all’anno, interamente esportati in Europa, e altri 16.000 bovini destinati al macello. I Mapuche iniziano una lotta incruenta, occupano una parte di quelle terre ma in seguito ale denunce di Benetton vengono picchiati e le loro case distrutte.

Adolfo Perez Esquivèl, ‘Il Manifesto’, 30 Aprile 2017, La resistenza al latifondista Benetton. Ha chiuso i cammini e ha recintato i terreni, impedendo ai mapuche di condurre le mandrie al pascolo e alle pozze d’acqua. Anni fa
la famiglia mapuche di Rosa e Atilio Curiñao si rivoltò contro Benetton, che li aveva espulsi dalle loro terre, reclamando 385 ettari. Non si arrivò ad alcuna soluzione. Tuttavia Rosa e Atilio decisero di resistere e tornarono sulle proprie terre, sopportando una repressione e una sorveglianza continue da parte della polizia, che proibiva di accendere il fuoco in pieno inverno. Ma la capacità di resistenza dei Curiñao è grande; sono ancora là.

Giada Giupponi, United Colors of Benetton: Rosso sangue Mapuche, Il capitalismo verde pretende di costruire dighe e piantagioni a suon di massacri e prevaricazioni. Nel 1991 la compagnia Tierras De Sur Argentino, principale latifondista in Patagonia, diventa un’affiliata di Benetton. L’azienda di origine italiana espropria molte famiglie Mapuche per far spazio all’allevamento di pecore, montoni e bovini, per impiantarvi stabilimenti estrattivi e piantagioni di pini. I contadini si battono per recuperare le terre espropriate, il 10 gennaio 2017 la polizia interviene picchiando ragazzini, trascinando per i capelli le donne, distruggendo case e orti, uccidendo mucche e rubando cavalli. I Mapuche non vogliono rassegnarsi a diventare operai e manodopera a basso costo, lottano per preservare la loro cultura e la loro indipendenza. La Commissione Interamericana di Diritti Umani (CIDH) ha denunciato l’Argentina,

Mapuche a cavallo. Dopo aver ottenuto dal tribunale giustizia per l’omicidio di Santiago Maldonado e la restituzione di una parte delle terre espropriate illegalmente dalla compagnia delle terre, dal 2015 si stanno battendo per il rispetto dell’articolo 75 della Costituzione.

Jean Georges Almendras e José Guzmán ‘Antimafia’ 13 Agosto 2017, Mapuche: il sequestro Santiago era pianificato Siamo con un’equipe di giornalisti di C5N, televisione via cavo di Buenos Aires, ci accolgono alcuni membri della comunità con i volti coperti da cappucci confezionati con indumenti. La sparizione di Maldonado era pianificata da almeno un mese.

Darìo Aranda, ‘Comune Info’, 16 Agosto 2017, La nuova campagna contro i Mapuche della Patagonia che né i conquistadores né l’esercito argentino del generale Roca nella Conquista del desierto nel XIX secolo, riuscirono mai a sottomettere completamente. Sotto il governo di Menem l’ingegneria legale consolida l’estrattivismo in Argentina: leggi minerarie, privatizzazione dell’YPF (Yacimientos Petrolíferos Fiscales), legge forestale, approvazione di transgenici con utilizzo di agrotossici. Il governo progressista dei Kirchner ratifica e attua la stessa politica, che poi il neofascista Macri estende a livelli da mettere in allarme Amnesty International. Genocidio, rapimento di neonati, sparizione di persone, campi di concentramenti, assassini, milizie private. Gli indigeni non occuperanno i dipartimenti di Palermo o della Recoleta, né le magioni di Nordelta. Vogliono solo ritornare alle terre dei loro antenati che oggi sono proprietà di grandi imprese. I recuperi territoriali sono supportati da trattati internazionali, che hanno un livello superiore alle leggi locali. 

Intervista al portavoce di Benetton sulla questione dei terreni ‘regolarmente acquistati’ alle famiglie locali e la giustificazione dell’azienda italiana.

Jean Georges Almendras e José Guzmán, ‘Antimafia, 18 Agosto 2017,
Sparizione Santiago Maldonado: testimoni oculari parlate! Durante le perizie erano Fernando Machado, per la giustizia federale e Verónica Heredia, per la famiglia di Santiago, secondo quest’ultima le perizie sono state effettuate solo a dieci giorni dall’operazione di polizia, che si sospetta fosse irregolare e che ha portato alla sparizione dell’artigiano. Lo stato argentino non collabora.

Daniele Mastrogiacomo, ‘La Repubblica’, 19 Agosto 2017, Argentina, Mapuche contro Benetton: storia di un giovane guerriero. Facundo Jones Huala, da un anno in carcere, secondo l’Argentina e il Cile è un terrorista. 200 indigeni hanno invaso una parte della proprietà di Benetton e si sono installati creando villaggi. Appiccano incendi, spaventano le greggi, preparano difese artigianali. Pattugliano armati di lance e fucili, cavalcano a pelo. Benetton sostiene che sia uno sconfinamento dal Cile, l’Argentina prende tempo ma è vincolata da un articolo della Costituzione, che riconosce ai Mapuche quella terra. Si mobilitano le organizzazioni non governative, scompare Santiago Maldonado, un attivista detenuto alla gendarmeria.

Cimitero Mapuche. Le popolazioni locali non vogliono diventare manodopera salariata a basso costo nelle imprese europee, ma desiderano seguire il proprio stile di vita nelle terre che hanno sempre abitato, da prima della dominazione spagnola.

Jean Georges Almendras, ‘Antimafia’,
8 settembre 2017, Una lotta per la dignità del popolo Mapuche Unità Penitenziaria 14 della città di Esquel, dove è rinchiuso l’attivista Mapuche Facundo Jones Huala. Accusato d’incendiare campi e tenute. Non sono terroristi, solamente un movimento radicale socializzato. Loro arrivano con le armi e una brutalità totale. Questo è terrorismo di Stato, noi semplicemente ci difendiamo con quello che abbiamo alla nostra portata. Se vi sarà estradizione in Cile dipende dal livello di mobilitazione politica e sociale, l’unica cosa capace di forzare la mano è il potere politico del popolo. Prima in isolamento, dopo uno sciopero della fame mi hanno concesso la prigionia comune. I censimenti non arrivano dappertutto, ma siamo uno dei popoli originari più numerosi, viviamo nella zona che oggi chiamiamo Rio Negro, il territorio storico parte di Chubut. Quando la lotta è giusta, non si può che vincere o morire.

Jean Georges Almendras, ‘Antimafia’ 13 ottobre 2017, La Mapuche Millan: ”Ci appelliamo al popolo per difenderci”, La dirigente della comunità mapuche Pillán Mahuiza, Moira Millán, è arrivata fino a Buenos Aires per cercare sostegno e protezione per il suo popolo, dopo aver ricevuto delle minacce e aver visto rifiutare la sua richiesta di “habeas corpus” presentata presso il Tribunale della città di Esquel.  Ha preso parte a un presidio pacifico del Tribunale di Esquel a seguito delle irruzioni nella comunità Vuelta del Río, per ordine del Giudice Guido Otranto. Quando il magistrato Carlos Díaz Mayer si è recato sul posto, Millán ha perquisito personalmente i poliziotti che entravano lì, perché per legge le forze dell’ordine non potevano entrare armate. Le minacce contro di lei si sono intensificate, nella porta della sua casa le hanno fatto trovare una volpe morta e picchiata. “Le forze dello Stato agiscono come manodopera privata dei latifondisti”.

Jean Georges Almendras, ‘Antimafia’, 20 ottobre 2017, Santiago, una storia di coraggio e solidarietà, Artigiano argentino e tatuatore di 28 anni s’era avvicinato alla comunità mapuche del ‘Pu Lof Cushamen’, “Lo Stregone”, come lo chiamavano i suoi amici più vicini, partecipò alla mobilitazione sulla ‘rotta 40’ il 1° agosto. I mapuche non han fatto resistenza armata, avevano solo pietre e fionde artigianali per difendersi. Alcuni agenti li hanno inseguiti fino alla sponda del fiume, loro dovettero entrare nelle fredde acque del fiume Chubut ma Santiago s’è lasciato catturare perché non sapeva nuotare. Da quel momento è scomparso, qualcuno sostiene di aver visto la polizia da lontano portare a spalla un corpo avvolto in un telo. Il Ministro della Sicurezza Patrizio Bulrich e i gerarchi al suo comando sembrano voler coprire la Gendarmeria Nazionale ostacolando le indagini su questo caso.  Si mobilitano l’ONU, l’ONEA e altre organizzazioni internazionali per i diritti umani, ma il governo macrista non prende una posizione sul caso.

Intervista a Hula, portavoce del popolo Mapuche detenuto per più di un anno nelle carceri governative argentine e poi rilasciato con piena assoluzione dalle accuse di terrorismo.

Patrizia Larese, ‘Comune Info’, 27 Ottobre 2017, Santiago Maldonado e la post-verità, In questi giorni la famiglia, denunziando le corrotte istituzioni della giustizia nazionale, ha chiesto in Uruguay alla Commissione interamericana dei diritti umani di sostenere la sua richiesta di una partecipazione di periti dell’Onu alle indagini sul caso. Santiago è stato ritrovato. Il suo cadavere, grazie ai tatuaggi, è stato riconosciuto dal fratello Sergio. La salma trovata nel fiume indossava ancora gli abiti scuri che il giovane portava l’ultimo giorno in cui è stato visto vivo. Il corpo si trovava a circa 300 metri dal luogo in cui venne portato via da agenti della gendarmeria. A sostegno della famiglia Maldonado era intervenuta anche l’associazione delle madri dei desaparecidos (Madres de Plaza de Mayo) che da tempo protesta contro Macrì, accusato di voler minimizzare i crimini commessi dalla dittatura di Videla fra il 1976 e il 1981. A dicembre Papa Francesco riceverà la famiglia di Santiago Maldonado.

Francesco Cecchin, 3 Dicembre 2017 Luciano Benetton e il popolo Mapuche. Non è nuova l’azienda allo sfruttamento del lavoro minorile, casi segalati ad esempio in Turchia. Per non parlare della fabbrica tessile in Bangladesh crollata provocando 2500 feriti e 1132 lavoratori morti. In Patagonia nel 1975 l’azienda “Great Western”, appartenente ai proprietari terrieri della borghesia argentina, acquistò il pacchetto azionario di “The Company” fino al 1991 quando sotto il governo di Menem, ne divenne titolare. Ora ha anche una vena petrolifera da sfruttare a Vaca Muerta, sempre nel territorio Mapuche. Con reperti archeologici del posto Benetton ha realizzato anche un Museo a Leleque. Una legge del 2011 limita la proprietà straniera nelle terre dei Mapuche a 1000 ettari, ma il governo argentino l’ha dichiarata non retroattiva per proteggere le proprietà dell’azienda italiana. Rosa Rúa Nahuelquir e Atilio Curiñanco si sono incontrati a Roma con la famiglia Benetton, che ha promesso di donare terreni a Chubut, per lo più terre improduttive. La comunità ha chiarito di non volere una donazione, un’elemosina, ma la restituzione delle terre che le sono state rubate da privati. Benetton usa la violenza mediatica pagando Diego Campal del Jeffrey Griup, che invia informazioni a media e giornalisti su eventi che difendono i suoi interessi.

Redazione ‘Faro di Roma’, 20 Novembre 2018, L’omicidio di Camilo Catrillanca, ultimo atto della feroce repressione ai danni del popolo Mapuche, Camilo era nipote del lonko (capo politico e spirituale) Juan Segundo Catrillanca della comunità tradizionale di Temucuicui e figlio di Marcelo Catrillanca, storico attivista del popolo Mapuche.

Le rivendicazioni Mapuche sono state assolte dalle accuse di terrorismo da parte del governo macrista. Sono state avviate indagini sulle irregolarità nei procedimenti da parte della Gendarmeria nazionale e da parte delle milizie paramilitari al soldo della Compagnia delle Terre affiliata a Benetton

Giorgio Bongiovanni, ‘Antimafia’, 20 Ottobre 2018 Benetton e la dittatura fascista contro i Mapuche, Articolo 75 della Costituzione: “Riconoscere le radici etnico-culturali delle popolazioni indigene argentine. Garantire il rispetto della identità di tali popolazioni e il diritto ad un’educazione bilingue e interculturale; riconoscere la personalità giuridica delle loro comunità e il possesso e la proprietà comunitaria dei territori che normalmente occupano”. Inutile prendersela con il popolo Mapuche, piuttosto la Benetton si rivolga al governo, che ha concesso quel territorio agli imprenditori pur andando contro la Costituzione argentina.

Redazione, ‘Comune Info’, 21 Marzo 2019, Una nuova lezione mapuche a Benetton,
Per una volta la giustizia dei tribunali riconosce i persecutori e i mandanti. La sentenza di Carina Estefanía ha anche chiesto di indagare procuratori, giudici e commissari per le numerose irregolarità riscontrate negli atti antecedenti al processo. Fonte: Revista Cítrica19 marzo 2019 Traduzione in italiano del Comitato Carlos Fonseca, che ha pubblicato l’articolo sul suo blog.

Redazione ‘Faro di Roma’, 4 Aprile 2019, La marcia dei Mapuche per la smilitarizzazione di La Araucanía, in Cile.
La mobilitazione indetta dai leader del Movimento Mapuche raggruppati a Temucuicui Wallmapuche, partirà dalla piazza Dagoberto Godoy, nel centro della città di Santiago del Cile .

Monica Zornetta, ‘Ancora fischia il vento’ 28 Maggio 2019, Mapuche, ambiente e popoli “altri”. Per i Benetton l’uguaglianza e il rispetto si fermano ad una foto. La dinastia italiana nelle province di Santa Cruz, Chubut, Rio Negro, Neuquen e Buenos Aires, possiede circa 900 mila ettari di terra acquistati quando al governo c’era Carlos Menem.

Gli articoli in questa rassegna stampa sono stati brevemente riassunti, con invito alla lettura dell’originale. Questa rassegna stampa affianca l’impegno dei molti collettivi cooperanti per una corretta informazione su quanto avviene in questo momento in Argentina. La controversia privata fra un’azienda italiana e le associazioni umanitarie di tutto il mondo può avere effetti negativi sulla credibilità e quindi sull’economia del paese.

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