Amen! Gli artisti di strada e i preti. Problemi a Roma davanti alla chiesa di San Carlo al corso. Street art e luoghi di culto

artisti di strada chiesa san carlo e ambrogio roma
Bartolomeo Pinelli (1781-1835). Carnevale presso S. Carlo al Corso

Breakdance
davanti alla chiesa
di S. Carlo al corso

Tratto da F. Berti
Gli artisti di strada non sono mendicanti

Laura Mari scrive sulla Repubblica del 10 aprile 2017 un articolo sullo scontro che si sta verificando a Roma tra alcuni artisti di strada e la diocesi locale, davanti alla chiesa di San Carlo al Corso hanno luogo spettacoli acrobatici, musicali, con volumi piuttosto alti. I fedeli si lamentano, il prete ha chiesto un presidio ma senza risultato, non c’è spazio per le processioni religiose e le funzioni si svolgono al ritmo della break dance. L’articolo completo si può leggere qui. 

Il recente scontro fra buskers romani e parrocchia di San Carlo e Ambrogio ha senz’altro del surreale, sappiamo che più volte la comunità cattolica ha incontrato il problema inverso con la cittadinanza non praticante, quando per esempio sono stati installati microfoni fuori dall’edificio di culto per trasmettere la voce del prete all’esterno, oppure quando le campane della messa battevano i quarti d’ora durante la notte, o ancora quando le visite pontificie sono state organizzate in coproduzione con lo Stato laico. Ministri del culto entrano spesso in conflitto con la società civile per motivi di costume e politica, infuriano ovunque polemiche sul finanziamento pubblico alle scuole confessionali, sulle battaglie contro il divorzio, la contraccezione, l’aborto, noi questo lo sappiamo bene ma ciò che sta accadendo a Roma ha veramente dell’incredibile. Non tanto per l’intolleranza delle religioni, quanto per l’ingenuità di chi vi si contrappone frontalmente e individualmente, dimenticando che rappresentano istituzioni create dall’uomo dietro le quali si trovano persone fisiche, non solo apparati burocratici. Le leggi della repubblica italiana proteggono i luoghi di culto non solo cristiani e non solo apostolici, poiché riconoscono la libertà di religione pur tenendo ferma la laicità dello Stato. Per questo motivo le ordinanze che regolano l’attività degli artisti di strada contengono una clausola in cui si vieta l’esibizione in prossimità delle chiese durante l’orario delle funzioni. Il paradosso in via del Corso è che siamo di fronte a una trasgressione non perseguita da nessuno, che procura un danno prima al cittadino e poi alla categoria stessa dei saltimbanchi perché è l’attività a trovarsi in ridicolo, non la maleducazione dei molti… (Continua a leggere)

Tratto da F. Berti
Gli artisti di strada non sono mendicanti

Bibliografia

H. Weinstein,
Buskers

L. Rosa,
Una strada
lastricata di sogni

David Grossman,
Qualcuno con cui correre

Matteo Salvatore,
Lamenti di mendicanti

L. Lugaresi,
Il teatro di Dio.
Il problema degli spettacoli
nel cristianesimo antico
(II-IV secolo)

AAVV.
Il teatro e il sacro.
Storia, riflessioni, esperienze

J. da Varazze,
Legenda aurea

Elda Fietta Ielen,
Con la cassela in spalla

Paolo Frigotto,
Di casa in casa.
I vecchi mestieri ambulanti

Shelly Newstead,
The busker’s guide to risk

Ennio Ciotta, Street art.
La rivoluzione nelle strade

Poieinlab,
L’arte di strada
nelle rivolte arabe

Roberta Conforti,
Comunicare l’Utopia

Dal Lago – Giordano,
L’artista e il potere.
Episodi di una relazione equivoca

Massimo Frassineti.
Street art a Roma.
Come cambia la città

Marco Marchi,
Pasquino.
La voce libera del popolo.

Mario Micheli,
L’arte sotto le dittature

Shove-Potter,
Banksy.
Siete una minaccia
di livello accettabile

Fabrizio Rossi Prodi,
Atopia e memoria,
la forma dei luoghi urbani

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