1918, Quando la Sanità non era pubblica. “‘A Spagnola”. Satira, poesia. Sonetti romaneschi. Pasquinata n.37

Avvia la riproduzione del video per trasmettere in radio la poesia. Dedicata alla psicosi di massa del Coronavirus. Con Rassegna stampa.

‘A Spagnola

Satira, poesia
Sonetti romaneschi

Pasquinata n.37
di Federico Berti

Quanno Pipino annava pe’teràzze
passav’ii guai si te sentivi male
nun ce steva er servizio nazionale
pe’ l’ammalato èreno spese pazze.

A forza da vorta’ qu’aa cuperta,
c’era da fatte’r segno d’aa croce
o quanto meno da crepa’ veloce,
pe’ quer che te costav’aa trasferta.

T’aa vojo fa’ corta ‘sta manfrina
quanno viense de Spagna quer malore
t’avevi da paga’a mascherina!

Er mejo d’aa razza superiore,
senza dottore, senza medicina,
morì de cacarella e raffreddore.

Glossario
romanesco:

Quanno Pipino: quando Mussolini
Annava pe’terazze: faceva comizi
Passav’ii: passavi i
Si te: se ti
Nun ce steva: non c’era
Ereno: erano
Taja’: tagliare
Qu’aa cuperta: quella coperta
Fatte’r: farti il
Crepa’: crepare
T’aa vojio: te la voglio
Quanno viense: quando venne

Per una sanità
pubblica e nazionale

La lezione non viene dal Coronavirus ma da
molto più lontano

E’ un mese che (letteralmente) non si parla d’altro. Pandemia, infodemia, psicosi, indisciplina, lo scarso senso civico del popolo italiano che ha reagito al Coronavirus assaltando i supermercati trascinando la crisi oltre il dovuto e comportando anche un grave contraccolpo economico. Ma l’aspetto forse più inquietante è il motivo di tutte queste misure straordinarie, sebbene infatti la sindrome in sé non sia nemmeno lontanamente paragonabile alla peste, al colera, alla spagnola o altre epidemie che hanno segnato la storia negli ultimi secoli, in realtà l’Italia si rende conto solo ora che il sistema sanitario nazionale non è in grado di assorbire il rischio di contagio.

Intervistate sul caso del Coronavirus, le ospiti di una casa di riposo hanno ricordato le epidemie più importanti nella prima metà del secolo scorso, in particolare quella di spagnola nel 1918, il colera nell’800, tifo e polmonite fra le due guerre: allora non esisteva un sistema sanitario nazionale, ma un insieme di associazioni mutualistiche nate per iniziativa dei movimenti operai, confluite solo venticinque anni più tardi, nel 1943 durante la seconda guerra mondiale, in un ente nazionale fascista che comunque non garantiva l’assistenza a tutti i cittadini italiani, ma solo ai dipendenti pubblici: gli altri se stavano male dovevano pagarsi un dottore o confidare nell’elemosina di qualche ente benefico. Il vero problema dunque non è tanto l’assenza di un vaccino, ma anche e forse più la disorganizzazione delle cure sanitarie.

In questa satira ho voluto ricordare la Spagnola del 1918, un anno prima che Mussolini fondasse i fasci di combattimento, per affiancare chi in questo momento sta chiedendo una riorganizzazione della nostra sanità, un recupero e una centralizzazione del servizio pubblico, sperando non dover più affrontare situazioni di emergenza come questa. Recenti studi hanno infatti dimostrato che i 50 milioni di morti per la pandemia influenzale della (cosiddetta) Spagnola, furono dovuti non tanto all’impreparazione della scienza, ma all’inadeguatezza del sistema sanitario. In coda alla poesia, una rassegna stampa sui temi qui ricordati.

La pagina del ‘Corriere’ su cui apparve l’articolo in cui si minimizzava il pericolo dell’epidemia di spagnola nel 1918, poco prima che finisse la prima guerra mondiale,

Rassegna Stampa
Il sistema sanitario
privato al tempo
dell’epidemia di
Spagnola nel 1918

Redazione ‘R/Project’, 10 Marzo 2020, Breve storia del servizio sanitario nazionale.

Soltanto nel 1978 con l’emanazione della L. 833/78 che istituiva il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) ispirato ad un modello universalistico. Prima del 1978 il sistema sanitario italiano era basato su una forma di protezione assicurativo-previdenziale in cui il diritto alla tutela della salute era strettamente collegato alla condizione lavorativa e quindi non era considerato un diritto di cittadinanza nel senso pieno del termine. Le cosiddette Casse Mutue, gli enti assicurativi che garantivano l’accesso alle cure, affondavano le radici nelle società operaie dell’800.

Redazione ‘Alesiro’, 14 Luglio 2014, I miti su Mussolini. Mito: Devi ringraziare il Duce se esiste la pensione.

Realtà: In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della “Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai”, un’assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch’esso libero degli imprenditori.

Redazione ‘Epicentro’, s.d., Le Pandemie Influenzali del Ventesimo Secolo Philipp A. Sharp, MIT – Editoriale del numero 5745 di Science , cit. in ‘Epicentro’, Il portale di Epidemiologia della Sanità Pubblica. La spagnola del 1918 e le responsabilità della scienza.

Redazione, ‘Le Scienze’, 9 Ottobre 2018, La lezione dell’epidemia di Spagnola del 1918. A cent’anni dalla pandemia influenzale del 1918, che causò 50 milioni di morti, uno studio mostra che il suo eccezionale tasso di mortalità fu il risultato di una complessa interazione tra fattori virali, ospiti e fattori sociali. La comprensione di questi elementi è vitale per prepararsi a una possibile pandemia futura altrettanto letale, in particolare potenziando la risposta delle strutture sanitarie pubbliche.

Redazione, ‘SalutEuropa’ 1 Marzo 2020, 1918, influenza spagnola: la seconda ondata epidemica si stava dimostrando peggiore della prima ma le istituzioni minimizzavano. Estratto di un articolo pubblicato nel novembre 2017 sullo Smithsonian Magazine (il giornale del più importante museo di storia americana). L’autore, John M. Barry, è uno storico tra i massimi studiosi internazionali dell’influenza spagnola. Già consulente per l’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Laura Spinney, ‘Internazionale’, 2 Marzo 2020, La geopolitica delle epidemie, La pandemia del 1918 paralizzò l’economia mondiale e provocò un’ondata di depressione generalizzata.

Federico Fubini, ‘Corriere della Sera’, 5 Marzo 2020, Dalla «spagnola» alla poliomelite del ‘52, le altre epidemie (che ci facevano meno paura). «Circolare di Orlando contro le voci false ed esagerate sull’epidemia». Il siciliano Vittorio Emanuele Orlando era presidente del Consiglio e, insieme, ministro dell’Interno. 

Eugenia Tognotti, La ‘Spagnola’ in Italia. Storia dell’influenza che fece temere la fine del mondo (1918-1919). Ed. Franco Angeli, 2015.

Giovanni Silvano, L’epidemia di influenza spagnola: la grande paura. Una sfida inattesa e il consolidarsi di una nuova Croce Rossa, in: Croce Rossa Italiana e welfare dal 1914 al 1927, Esperienze di interventismo umanitario. Download Ebook

Andrea Cionci, ‘Il Secolo XIX’, 22 Gennaio 2018, Il mistero dell’influenza Spagnola del 1918: la pandemia uccise 10 milioni di persone in due anni. Se in Spagna si era cominciato a parlare della malattia, la stampa europea, soggetta in buona parte alla censura di guerra, poteva scrivere solo degli sviluppi della malattia nel paese iberico. Per questo la nuova malattia epidemica fu chiamata «spagnola».Tuttavia i focolai più importanti si svilupparono negli Stati Uniti, presso basi militari. 

Redazione, L’Amico del Popolo, 10 Marzo 2020, «Meglio vaccinati che male influenzati». A cent’anni dalla Spagnola. L’incontro il 7 novembre alle 18 in ospedale a Belluno per I Giovedì della Salute.

‘Salute.gov.it’, Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale.

A Spasso co’r Lione
‘A Quarantina
Er Muso Giallo
‘A Spagnola
Aa Pavura
Er Baronetto
Er Bacillo Deportato
‘Li Strologhi
‘A Bbefana
Babbo Natale
‘Aa Tassa su’r Celibato
Er Quintazzecca
Trilussa contro Maciste
‘Aa Porverina
Er Burino Ripulito
‘O Stufarolo
E’ Reggiseno
Er Galletto Sanzionato
L’Omo forte
‘Aa Bandiera
‘Aa Bronza di Riace
Méttece ‘aa Faccia!
L’Isola dell’Ossa
Er Muro che Parla
‘Aa Guardia Nera
L’Orazzione d’aa Bestia
‘Aa Bella Addormentata
Er Cantiere di Notredamia
L’Argoligo Vanitoso
Notte al Colosseo
L’Oche d’er Campidojio
Er Pianeta d’aa Monnezza
Er Majiale de Sant’Antogno
‘Aa Palizzata
Parabbola de li Ciechi
Davide e Golia
L’Arèsto de Purcinella
L’Incantaserpi
Er Pistolone de Giggetto
Anna’ pe’ Becchi

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