Espropriati a novant’anni. Gli anziani raccontano. Interviste in casa di riposo.

Expo 2015

Espropriati
a novant’anni

Notizie dall’Expo di Milano.

Dicono sia una cosa gigantesca, il tema è l’alimentazione in tutto il mondo, ci sono cose che da noi non si possono proprio cucinare per legge. Adesso vogliono espropriare delle case  per costruirci sopra, almeno ho sentito dire così ma sarà poi vero? Mandano via la gente. Ho visto una coppia di novantenni piangere, lo so che vuol dire abbandonare la propria casa  alla nostra età: la mia è bruciata e i pompieri anziché salvarla me l’han finita di distruggere. Se capitasse a me, sarei costretta a svendere perché adesso non è momento, meno male che non abito a Milano! Vicino la ferrovia, non proprio sulle rotaie c’è una scarpata, un campetto e dopo questa casa, non ci ho mai abitato ma ne ho la proprietà. Se il Comune m’obbligasse direi che ne ho bisogno e la voglio tenere, me ne dà un’altra allo stesso modo che abbia la metratura e ci vadano i miei mobili, altrimenti lui ricatta me io ricatto lui. L’aveva comprata mia mamma nel ’46, quattro figli vedova di guerra, nel ’52 muore anche lei mi lascia sola, invalida non vedente, i miei fratelli mi presero un aiuto. Insomma l’avrei anche venduta  perché non posso abitarci più, ma traslocare alla mia età? Ora qui mi sento sempre la malinconia per la casa, perché non è solo quanto vale  sul mercato ma quanto ti dà e quel che conta per te: sei mesi che abito qui, si sta mica male ma soffro tanto. Se hai la testa riesci a ricordare il tuo passato, ti aiuta molto a vivere, una persona a novant’anni vive di quello! La casa è luogo dei ricordi”. 

“Mia mamma venne buttata fuori dai nipoti pensa un po’, l’ho presa con me però il dolore per lei fu insopportabile. E’ impazzita.  Avrebbe voluto vivere sempre lì, le spettavano più di cento milioni, la residenza a vita e un orto, invece una buona uscita  di quindici milioni soltanto, quando si dice parenti serpenti! Il notaio disse che faceva in tempo a ricorrere  per vie legali, ma noi: “Ci pensa il Signore!”. Tanto non se la godranno, infatti andò proprio così: uno dei loro figli ha già tentato il suicidio una volta! Il male fatto si paga sempre, o prima o dopo. Non si butta fuori un anziano, puoi ricoverarlo se ha bisogno di cure ma la casa è sua e il proprietario può scegliere che farne. Mi ricorda un po’ la raccolta di John Wayne, che la faccio sempre vedere al nipotino: sai quelli dove c’è la casa antica, deve passare la ferrovia ma non vogliono vendere allora mandano il cattivo cogli uomini a cavallo che distruggono tutto, mi pare siamo proprio nel Far West!”

Adamo ed Eva cacciati dall'Eden

“Quando penso alla mia casa mi torna in mente i ricordi di gioventù, l’abbiamo comprata  dopo un bel po’ che eravamo sposati e ci siamo scelti il terreno per costruirla, mio marito s’interessò nel Comune. E’ stato un sacrificio.  Lui finanziere, s’è messo d’accordo coi suoi ragazzi e si prese insieme la terra, ognuno ha costruito la sua villetta. I militari ci sono ancora e quando è morto mio marito sono venuti al funerale, han portato loro la bara in divisa. Una casa non è solo un mucchio di mattoni senza vita, per me andare lì è sempre un ricordo bello, tanto che alle nipotine ho detto: “Cosa ne devo fare?” e loro mi han risposto: “Non devi farne assolutamente nulla, perché un giorno sarà la casa delle nostre vacanze”. Han trovato in soffitta due scatole, una con le foto mie di quand’ero giovane, un’altra con quelle di mio marito, allora han detto: nonna non sgridarmi, su in mansarda ho trovato queste vostre foto. Non offenderti, sì eri carina… Ma nonno, era bellissimo! E’ come se mio marito fosse ancora vivo in quella mansarda. (Continua a leggere…)

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